Un gruppo di hacker ha interrotto le trasmissioni della tv di stato iraniana per mandare in onda un messaggio del figlio dello scià

Una manifestazione per sostenere le proteste in Iran, a Londra (Martin Pope/Getty)
Una manifestazione per sostenere le proteste in Iran, a Londra (Martin Pope/Getty)

Domenica un gruppo di hacker ha interrotto le trasmissioni della televisione di stato iraniana per mandare in onda un filmato in sostegno di Reza Pahlavi, il figlio dello scià di Persia (cioè il re dell’Iran) che fu cacciato dalla rivoluzione islamica del 1979, e che ora vive in esilio negli Stati Uniti.

Nel video Pahlavi invita i militari a ribellarsi al regime iraniano: «Voi siete l’esercito nazionale dell’Iran, non l’esercito della Repubblica islamica. Avete il dovere di proteggere le nostre vite. Non vi resta molto tempo. Unitevi al popolo il prima possibile», dice. Il filmato include anche immagini di proteste contro il regime in diverse parti del mondo e messaggi in persiano che esortano la popolazione a continuare le manifestazioni. Pahlavi ha condiviso il video sui suoi profili ufficiali e ne ha confermato l’autenticità, senza però ammettere un suo coinvolgimento diretto nell’operazione.

Le proteste erano iniziate a fine dicembre e si sono fermate soltanto negli ultimi giorni a causa della brutale repressione del regime. L’ayatollah Ali Khamenei, la figura politica e religiosa più importante dell’Iran, ha riconosciuto per la prima volta pubblicamente che durante le recenti proteste sono state uccise migliaia di persone. La versione ufficiale del regime è stata che siano state «forze terroristiche» ispirate dall’estero (e in particolare dagli Stati Uniti e da Israele) a causare le morti, e non le forze di sicurezza del paese.

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