L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato condannato a 5 anni di carcere per il tentativo di ostacolare il suo arresto

Venerdì un tribunale di Seul ha condannato a cinque anni di carcere l’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol. È la prima sentenza del processo riguardante il suo tentativo di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024 e i successivi sviluppi della vicenda, e copre solo una parte delle accuse meno gravi nei suoi confronti. Yoon ha detto che ricorrerà in appello.
Questa condanna riguarda nello specifico il tentativo di Yoon di ostacolare il proprio arresto nel gennaio dello scorso anno, quando si era barricato nella sua residenza e aveva ordinato alle guardie presidenziali di impedire alla polizia di eseguire un mandato di arresto disposto da un tribunale di Seul. Nella stessa sentenza il tribunale lo ha condannato anche per non aver consultato tutti i membri del governo prima di imporre la legge marziale e per aver redatto e poi distrutto un documento che dichiarava falsamente che la decisione era stata approvata dal primo ministro e dal ministro della Difesa.
Yoon è imputato in altri sette processi: tre sono legati alla legge marziale, e la sentenza in quello più importante, in cui è accusato di insurrezione, è prevista a gennaio. Per questa accusa la procura ha chiesto la pena di morte, ma è improbabile che il giudice decida per questa condanna. Inoltre Yoon è accusato di aver fornito assistenza a un paese straniero perché, secondo il procuratore speciale che indaga sul caso, avrebbe ordinato alcuni voli di droni sulla Corea del Nord nel tentativo di aumentare la tensione fra i due paesi e giustificare il ricorso alla legge marziale. È poi coinvolto in altri processi per corruzione e per la morte di un membro dei marine nel 2023.
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