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  • Martedì 13 gennaio 2026

Forse abbiamo trovato il dispositivo che causa la “sindrome dell’Avana”

Secondo CNN è stato acquistato dagli Stati Uniti e causerebbe gli effetti fisici sgradevolissimi descritti da molti diplomatici statunitensi

Un'auto di fronte all'ambasciata statunitense a Cuba, nel 2022. (AP Photo / Ramon Espinosa)
Un'auto di fronte all'ambasciata statunitense a Cuba, nel 2022. (AP Photo / Ramon Espinosa)

Secondo diversi giornali statunitensi il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è in possesso da oltre un anno di un dispositivo in grado di creare gli effetti conosciuti come la “sindrome dell’Avana”, una misteriosa malattia che dal 2016 colpisce diplomatici e agenti segreti statunitensi, di base soprattutto a Cuba. Lo sostengono CNN e la giornalista investigativa Sasha Ingber, citando diverse fonti governative.

Il dispositivo sarebbe stato acquistato per una cifra superiore ai 10 milioni di dollari durante gli ultimi giorni dell’amministrazione del presidente Joe Biden e sarebbe già stato testato. Al momento però non se ne sa molto di più, benché CNN e Ingber abbiano ricevuto e pubblicato qualche informazione al riguardo. Finora né il governo statunitense né le sue agenzie di intelligence hanno commentato la notizia.

L’esistenza del dispositivo metterebbe fine a quasi un decennio di indagini sulle cause di episodi diffusi di malessere – mal di testa improvvisi, attacchi di vomito, difficoltà di concentrazione – che avevano riguardato diplomatici statunitensi, iniziati nell’ambasciata dell’Avana. Sull’origine di quella sindrome circolano ancora oggi varie teorie ed ipotesi. Secondo la più accreditata a causarli era un’arma sonora o a microonde, in grado di causare effetti sgradevolissimi ma non letali. Varie indagini ufficiali e giornalistiche indicavano la Russia come principale indiziata dello sviluppo e dell’uso di quest’arma.

Secondo quanto riferito da una fonte di CNN, il dispositivo acquistato dal dipartimento della Difesa contiene in effetti alcune componenti di origine russa. Non si sa molto di più su come sia fatto: emana onde radio ed è abbastanza piccolo da essere trasportato in uno zaino. Le fonti hanno detto che è stato testato ma non ancora utilizzato in operazioni sul campo, e che non si può escludere che lo stesso dispositivo sia stato acquistato anche da altri paesi.

A lungo l’esistenza della cosiddetta “sindrome dell’Avana” è stata messa in discussione. Diversi esperti hanno persino cercato di ricondurre le decine di episodi documentati a un fenomeno di isteria collettiva. Nel 2023 anche il governo statunitense dopo una lunga indagine disse di ritenere «molto improbabile» che la sindrome fosse stata causata da qualche paese nemico. Le testimonianze sulla “sindrome dell’Avana” in effetti sono molto diverse fra loro: alcune persone sostengono di avere sofferto di alcuni sintomi molto specifici e temporanei, altri hanno denunciato conseguenze a lungo termine, a volte irreversibili, come la perdita dell’udito o della vista.

Dopo Cuba episodi di “sindrome dell’Avana” sono stati denunciati in Cina, India, Georgia, Austria e Russia. Ma altre inchieste giornalistiche hanno evidenziato episodi compatibili anche in Germania, Uzbekistan, Vietnam e Regno Unito.

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