L’Arena Olimpica dell’hockey è stata inaugurata ma ancora la devono finire
Fuori ci sono transenne e gru, mentre in alcune zone interne sembra una casa in ristrutturazione
di Alberto Chiumento

Questo weekend è stata inaugurata l’Arena Santa Giulia, il nuovo palazzetto per concerti che durante le Olimpiadi di Milano Cortina ospiterà le partite di hockey su ghiaccio, tra cui anche la finale del torneo maschile e di quello femminile. Da vari mesi intorno all’impianto, che prende il nome dall’omonimo quartiere milanese a sudest della città, ci sono preoccupazioni che possa non essere terminato in tempo per le Olimpiadi, che iniziano il 6 febbraio con la cerimonia di apertura.
Tra venerdì e domenica ci sono state 7 partite della fase finale della Coppa Italia e della IHL Serie A, torneo che assegna il titolo di campione d’Italia di hockey su ghiaccio: gli organizzatori hanno detto che il test è andato bene, ma è stato evidente a chiunque fosse sul posto che né l’arena né le strutture accessorie temporanee costruite per le Olimpiadi – che si trovano all’esterno – sono ancora pronte.
L’arena è di proprietà dell’azienda tedesca Eventim, che organizza eventi e gestisce la piattaforma di biglietteria TicketOne. È stata pensata principalmente per i concerti, ma può ospitare anche eventi sportivi. Durante le Olimpiadi gli organizzatori di Milano Cortina la prenderanno in affitto da Eventim per le partite di hockey. Proprio per via delle Olimpiadi Eventim ha deciso di anticipare la consegna dell’arena, che altrimenti sarebbe stata terminata più avanti. I lavori sono cominciati a novembre del 2023.
L’arena è ancora visibilmente incompleta sia internamente che esternamente. Intorno all’edificio ci sono transenne e gru utilizzate per i lavori. Dentro ci sono molti cavi pendenti, mancano molte rifiniture, ci sono le strutture per gli schermi ma non gli schermi, il pavimento è ancora sporco come quello di una casa in ristrutturazione e c’è ancora odore di pittura. Mancano del tutto i punti ristoro all’interno, di cui però ci sono le insegne.

Un parte interna dell’Arena Olimpica di Milano Santa Giulia, 11 gennaio 2026 (Alberto Chiumento/Il Post)
Il primo anello è pronto, infatti era aperto al pubblico. Il secondo anello è quasi pronto, ma non era accessibile perché non ci sono ancora i parapetti. I sedili invece ci sono, anche se incellofanati. Tra il primo e il secondo anello ci sono quelli che sembrano essere degli skybox, le salette più esclusive per assistere agli eventi, al chiuso e generalmente con un buffet: erano coperti da sacchi neri quindi non si può capire il loro stato, anche se sbirciando sembravano ancora incompleti.
Una cosa interessante sulle tribune è la presenza di due tipi di sedili: quelli neri, che sono la maggioranza, sono quelli permanenti e formano un ferro di cavallo tutto intorno al campo; nel lato lasciato libero da questo ferro di cavallo di norma dovrebbe esserci il palco per i concerti, cioè lo scopo principale per cui è pensata l’arena, ma per le Olimpiadi ci è stata messa una tribuna temporanea con dei seggiolini in plastica di colore blu. Oltre questa tribuna c’è un grosso telone rigido nero che dà la sensazione che ci siano lavori in corso, ma non verranno aggiunti altri posti.

La tribuna temporanea dell’Arena Olimpica di Milano Santa Giulia, 11 gennaio 2026 (Alberto Chiumento/Il Post)
Esternamente ci sono ancora molti lavori da fare, tanto che alcuni locali non sono ancora accessibili. Nella zona antistante all’ingresso molti dei pannelli esterni non sono ancora stati montati, e anche lì ci sono ancora dei cavi penzolanti, cui non sono ancora state attaccate le lampadine.
Sull’Arena di Santa Giulia c’erano già state varie polemiche, quando a dicembre si era scoperto che le dimensioni della pista di ghiaccio non sono uguali a quelle richieste dalla NHL, il campionato di hockey nordamericano (e il più importante al mondo), che dopo un lungo negoziato ha deciso di permettere ai suoi giocatori di partecipare alle Olimpiadi dopo 12 anni di assenza. La pista, più corta di circa un metro, rispetta comunque le dimensioni previste dalla federazione internazionale, che per questo motivo l’aveva già approvata e non ha imposto modifiche.

La parte esterna dell’Arena Olimpica di Milano Santa Giulia, 11 gennaio 2026 (Alberto Chiumento/Il Post)
Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano Cortina (responsabile dell’organizzazione dei Giochi), ha detto che questo è uno dei siti che preoccupano di più gli organizzatori, ma che queste partite servivano soprattutto a provare il campo di gara – ovvero la condizione del ghiaccio, le luci e la musica –, il flusso degli spettatori e i trasporti. Varnier ha detto che da questo punto di vista tutti sono «molto soddisfatti».
Venerdì una partita è stata interrotta per qualche minuto per via di un piccolo buco nel ghiaccio – evento che si può verificare in ogni pista di ghiaccio, specialmente se nuova – ma poi tutte le partite si sono svolte regolarmente e i giocatori e gli organizzatori hanno detto che la condizione del ghiaccio era buona.
Per le partite del fine settimana sono stati venduti circa 23 mila biglietti. L’arena è raggiungibile con delle navette dalla stazione di Rogoredo, in un viaggio che dura pochi minuti (su questo non ci sono stati problemi o intoppi).
Oltre all’arena ci sono ritardi anche nella preparazione delle strutture temporanee che serviranno durante le Olimpiadi, e che si trovano al suo fianco: una pista di ghiaccio per gli allenamenti delle squadre e sei spogliatoi, ciascuno dei quali sarà dedicato per tutto il periodo a una delle 12 squadre maschili (le altre 6 avranno come base l’arena di Rho). Questi spogliatoi non sono ancora pronti, mentre la pista di ghiaccio c’è ma non è ancora pronta del tutto. Gli organizzatori hanno assicurato che tutto sarà pronto in tempo. Dentro l’area ci sono comunque due spogliatoi, che verrano usati dalle squadre che giocano.

Un ponteggio e il tendone che ospita la pista di ghiaccio di allenamento di fianco all’Arena Olimpica di Milano Santa Giulia, 11 gennaio 2026 (Alberto Chiumento/il Post)
Il Comitato olimpico internazionale (CIO) naturalmente è a conoscenza di tutte le carenze. Per spiegare la situazione all’Arena Santa Giulia Christophe Dubi, un importante dirigente del CIO, ha detto che organizzare le Olimpiadi è un po’ come quando si invitano degli amici per cena alle 20:00 e alle 19:55 si è ancora lì a preparare le ultime cose: solo su scala più grande, con moltissimi tasselli che si devono ancora incastrare.
Durante i concerti l’arena potrà avere fino a 16mila posti e durante le Olimpiadi quelli disponibili al pubblico saranno 11.800: la capienza complessiva però arriverà a 15.300, contando anche i biglietti per gli addetti ai lavori e la stampa. L’arena è predisposta per ospitare anche altri eventi sportivi, come la pallavolo, il basket e il tennis. Verrà ufficialmente aperta ai concerti il 6 maggio, quando si esibirà Ligabue.



