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  • Lunedì 12 gennaio 2026

La più famosa scrittrice nigeriana ha accusato un ospedale privato di Lagos per la morte del figlio

Chimamanda Ngozi Adichie ha detto che è stata causata dalla condotta «criminale» di un anestesista

(Dominic Lipinski/PA Wire)
(Dominic Lipinski/PA Wire)
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La famosa scrittrice e saggista nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie ha accusato di negligenza il personale di un ospedale privato di Lagos, la più grande città del paese, per la morte del figlio di 21 mesi, avvenuta mercoledì scorso. Secondo Adichie, che vive negli Stati Uniti ma si trovava in Nigeria con la famiglia per le vacanze di Natale, la morte del bambino – Nkanu Nnamdi – sarebbe stata causata da una dose eccessiva di propofol, un sedativo molto potente che viene somministrato per via endovenosa, da parte di un anestesista dell’Euracare Multispecialist Hospital.

Adichie, autrice del romanzo di successo internazionale Americanah (2013) e diventata negli ultimi anni una delle intellettuali africane più conosciute anche per il saggio Dovremmo tutti essere femministi, ha raccontato l’accaduto in una conversazione WhatsApp con alcuni amici e familiari, poi resa pubblica dal giornale nigeriano Arise News. Gli avvocati di Adichie hanno confermato la veridicità della conversazione.

Nkanu era stato portato all’Euracare il 6 gennaio, a causa di «un’infezione molto grave». In un primo momento era stato ricoverato in un altro ospedale privato di Lagos, l’Atlantis, specializzato in servizi di pediatria. Doveva essere un ricovero temporaneo: il giorno dopo il bambino avrebbe dovuto essere trasferito all’ospedale Johns Hopkins di Baltimora, nello stato americano del Maryland, la città in cui Adichie e la famiglia risiedono abitualmente.

La struttura però aveva chiesto che il bambino si sottoponesse a una risonanza magnetica prima di mettersi in viaggio. I medici dell’Atlantis avevano quindi indirizzato la famiglia all’Euracare per eseguire le procedure richieste.

Il sistema sanitario nigeriano è notoriamente fragile e carente, motivo per cui chi può permetterselo si rivolge spesso a strutture private per esami e cure specialistiche.

Secondo la ricostruzione di Adichie, i medici dell’Euracare avevano deciso di sedare il bambino prima di sottoporlo alla risonanza magnetica, per evitare che si muovesse. Durante la sedazione, il «dottor M» (uno dei medici della struttura) ha detto ad Adichie e al marito che l’anestesista aveva somministrato una dose eccessiva di propofol, che il bambino aveva smesso di rispondere agli stimoli e che per questo motivo era necessario un intervento di rianimazione.

«All’improvviso Nkanu si è ritrovato attaccato a un respiratore, è stato intubato e trasferito in terapia intensiva», ha scritto Adichie. «Poi mi è stato detto che aveva avuto convulsioni e un arresto cardiaco, eventi che non si erano mai verificati prima».

Nella sua ricostruzione, Adichie ha definito la condotta dell’anestesista «criminale». Ha detto che, dopo la sedazione, il bambino non sarebbe stato tenuto sotto controllo, che sarebbe stato trasportato in spalla in sala operatoria e che l’erogazione di ossigeno sarebbe stata interrotta senza adeguate precauzioni.

Kemi Ogunyemi, consigliera speciale del ministro della Salute dello stato di Lagos, ha detto che è stata aperta un’indagine sulla morte di Nkanu.

Chimamanda Ngozi Adichie ha 48 anni, e da almeno una ventina è una delle più famose scrittrici africane. È conosciuta anche per i romanzi L’ibisco viola Metà di un sole giallo, premiati dalla critica internazionale e letti in tutto il mondo soprattutto dopo che nel 2013 la cantante Beyoncé diede ad Adichie una grande notorietà inserendo alcuni passaggi di Dovremmo tutti essere femministi nella sua canzone “Flawless”.

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