Gli Stati Uniti hanno abbordato un’altra petroliera nel mar dei Caraibi

La portaerei statunitense Gerald R. Ford che ha partecipato all'azione per sequestrare la nave Olina, 8 aprile 2017. (Marina Militare degli Stati Uniti tramite AP)
La portaerei statunitense Gerald R. Ford che ha partecipato all'azione per sequestrare la nave Olina, 8 aprile 2017. (Marina Militare degli Stati Uniti tramite AP)

Venerdì gli Stati Uniti hanno abbordato una petroliera nel mar dei Caraibi. Secondo fonti di Reuters la petroliera è stata sequestrata: se confermato sarebbe la quinta operazione di questo tipo compiuta nell’ultimo mese dalle forze di sicurezza statunitensi nel tentativo di bloccare il trasporto di petrolio da e verso il Venezuela.

Il Comando Meridionale delle forze di sicurezza degli Stati Uniti, attivo tra le altre nella regione dei Caraibi, ha detto che l’operazione è partita dalla USS Gerald R. Ford: è la più grande portaerei al mondo ed è schierata da settimane al largo del Venezuela nell’ambito di una serie di operazioni militari molto aggressive, culminate la scorsa settimana con una complessa operazione militare in cui è stato catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Poco dopo la cattura, il presidente statunitense Donald Trump aveva detto chiaramente che gli Stati Uniti puntano tra le altre cose a controllare e sfruttare le enormi riserve di petrolio venezuelano.

La petroliera abbordata si chiama Olina e da gennaio del 2024 era sottoposta a sanzioni da parte del governo degli Stati Uniti, secondo cui farebbe parte della cosiddetta “flotta fantasma” usata da vari paesi, tra cui Iran, Russia e Venezuela, per aggirare le sanzioni. Secondo i database navali la petroliera batte bandiera di Timor Est, ma la sua reale nazionalità sarebbe diversa. In precedenza la nave si chiamava Minerva M.

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