Un ministro e una viceministra del Venezuela sono stati condannati in Italia per riciclaggio

Il ministro dell’Industria del Venezuela Alex Saab Moran e l’italiana Camilla Fabri, viceministra per la Comunicazione internazionale del Venezuela, hanno patteggiato nel processo in cui erano imputati al tribunale di Roma con l’accusa di riciclaggio. Saab ha patteggiato una pena di un anno e due mesi di reclusione, Fabri una di un anno e sette mesi. Il quotidiano Repubblica, che ha dato per primo la notizia, ha scritto che il patteggiamento risale alla fine dello scorso ottobre, prima della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, avvenuta nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio.
Saab e Fabri, marito e moglie, erano accusati di riciclaggio e intestazione fittizia (cioè a un prestanome) di beni: la procura sosteneva che avessero gestito in Italia grosse somme di denaro di origine illecita. Saab, imprenditore di origine colombiana, è un membro del governo venezuelano molto vicino a Maduro, che in passato si era attivato per ottenere la liberazione di Saab quand’era detenuto in Florida. L’esito del suo processo in Italia era considerato uno degli elementi potenzialmente legati alle trattative per la liberazione del cooperante italiano Alberto Trentini, incarcerato da più di un anno in Venezuela senza accuse formali. Su questo però non ci sono mai state conferme ufficiali.


