Lo Strasburgo è la succursale del Chelsea?
La squadra francese viene trattata come "satellite" di quella inglese dai proprietari, che sono gli stessi: lo conferma un recente cambio di allenatore

Al posto di Enzo Maresca, esonerato di recente, il 6 gennaio la squadra di calcio del Chelsea ha scelto come nuovo allenatore l’inglese Liam Rosenior, che fino a poche ore prima ancora allenava lo Strasburgo, squadra del campionato francese. Rosenior ha 41 anni e la fama di allenatore capace e promettente, ma il suo passaggio al Chelsea nel pieno della stagione ha causato proteste e polemiche, perché viene considerata l’ennesima dimostrazione del fatto che lo Strasburgo sia una sorta di succursale del Chelsea.
Le squadre hanno lo stesso proprietario – la ricca società statunitense BlueCo presieduta da Todd Boehly – e negli ultimi due anni hanno fatto vari affari tra loro. Diversi calciatori giovani del Chelsea sono andati allo Strasburgo e alcuni tra i migliori giocatori dello Strasburgo sono passati al Chelsea. In sostanza lo Strasburgo ha spesso fatto da “squadra satellite”, la squadra un po’ meno forte, ricca e competitiva da cui il Chelsea preleva i calciatori più forti e in cui manda quelli giovani a fare esperienza per poi riprenderseli.
In questo momento nello Strasburgo ci sono in prestito dal Chelsea tre calciatori molto promettenti: Mike Penders, Mamadou Sarr e soprattutto il trequartista ecuadoriano Kendry Páez. Invece si sa già che dalla prossima stagione l’attaccante dello Strasburgo, Emanuel Emegha, giocherà nel Chelsea, ed è stato per questo contestato dai tifosi francesi.
La stretta collaborazione tra Chelsea e Strasburgo consente a entrambe le squadre di essere competitive, ma non dà a quella francese grosse prospettive sul futuro, o comunque la mette in uno stato di costante subordinazione rispetto al Chelsea, che per dimensioni economiche e sportive rimane la priorità di BlueCo. Lo scorso settembre la newsletter di calcio del Guardian si chiedeva se quella francese fosse «una squadra sorella del Chelsea o solamente il suo magazzino».

Il diciottenne Kendry Páez, in prestito dal Chelsea allo Strasburgo (Sathire Kelpa/Eurasia Sport Images/Getty Images)
Questo non toglie che lo Strasburgo abbia beneficiato (forse più del Chelsea, peraltro) dell’arrivo dei nuovi proprietari. Acquistata nel 2023 da BlueCo per 76 milioni di euro (il Chelsea fu preso l’anno prima per oltre 4 miliardi), la scorsa stagione è arrivata settima in campionato, qualificandosi per le coppe europee per la prima volta in 19 anni. In estate ha speso più di tutte le altre squadre del campionato francese per l’acquisto di nuovi calciatori: 111,5 milioni di euro, più anche del Paris Saint-Germain. Oggi è settima in Ligue 1 ed è arrivata prima nella “fase campionato” della Conference League, terzo torneo europeo per importanza.
Ciononostante da diverso tempo i tifosi contestano la società e chiedono a BlueCo di vendere il club, criticando la cosiddetta “multiproprietà”, cioè il modello sempre più diffuso nel calcio per il quale un solo proprietario (una persona o più spesso una società) possiede tante squadre in paesi diversi: in genere conviene alle squadre che ne fanno parte, ma un po’ meno a quelle più piccole. Nella partita contro il Nizza dello scorso 3 gennaio i tifosi sono rimasti in silenzio per i primi 15 minuti in segno di protesta.
Secondo The Athletic, che ha sentito diversi esponenti del tifo organizzato (e non) dello Strasburgo, il passaggio di Rosenior al Chelsea «per molti è il punto di non ritorno». Un conto è scambiarsi i giocatori durante il calciomercato, un conto è che la squadra più forte e più ricca arrivi nel bel mezzo della stagione e si prenda l’allenatore dell’altra. Dal Chelsea hanno detto di aver pagato lo Strasburgo per liberare Rosenior, senza specificare quanto, ma di fatto i soldi sono sempre quelli di BlueCo.
Le principali critiche alla mossa dei proprietari statunitensi stanno arrivando dalla Francia, dove pure altre squadre sono in una situazione simile per certi versi: i proprietari del Nizza sono gli stessi del Manchester United, e anche il Lione fa parte di una grossa multiproprietà. L’Équipe ha scritto che «il modo in cui la stagione dello Strasburgo è stata appena stravolta dai capricci del Chelsea senza alcun riguardo, senza una parola di scuse, la dice lunga sull’assoluto cinismo di questo meccanismo».

Liam Rosenior, 41 anni (Justin Setterfield/Getty Images)
La Fédération Supporters RCS (che rappresenta i tifosi dello Strasburgo) ha scritto un comunicato molto duro, in cui si legge che «il trasferimento di Liam Rosenior è un’ulteriore, umiliante tappa del percorso di sottomissione dello Strasburgo al Chelsea» e che «il problema va ben oltre l’impatto sportivo a metà stagione e le ambizioni di un giovane allenatore. È strutturale: è in gioco il futuro del calcio francese». Soprattutto dopo la pandemia il campionato francese ha vissuto una grossa crisi economica, dovuta in primo luogo al ridimensionamento del valore dei diritti televisivi. In questo scenario si sono affermate diverse multiproprietà, che da un lato hanno portato investimenti nel calcio francese, ma dall’altro non hanno quasi mai considerato come prioritari gli interessi delle squadre di Ligue 1.



