Un dipendente dell’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha perso uno smartphone con informazioni riservate in Cina

Un dipendente dell’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha perso uno smartphone che conteneva informazioni sensibili durante un viaggio in Cina. Il dispositivo, che utilizzava soltanto per lavoro e che in base alle norme interne dell’agenzia era tenuto a portare sempre con sé, conteneva i nomi e i numeri di telefono di una parte del personale. Si tratta di dati che non possono essere divulgati, sia per il loro elevato livello di riservatezza sia per evitare che paesi non alleati (come la Cina, appunto) possano sfruttarli per attività di spionaggio.
Il dipendente, di cui non è stato diffuso il nome, aveva perso lo smartphone lo scorso 3 novembre, durante i controlli di sicurezza in un aeroporto di Shanghai, ma se n’era accorto soltanto tre giorni dopo. L’agenzia ha informato dell’accaduto la commissione giapponese che si occupa di proteggere i dati personali, e ha fatto sapere di non poter escludere la possibilità di una fuga di informazioni. La vicenda è stata resa nota soltanto oggi.
Un funzionario dell’autorità ha detto all’agenzia di stampa giapponese Kyodo News che, dopo l’incidente, l’agenzia ha introdotto una nuova norma interna che vieta al personale di portare con sé smartphone di lavoro durante i viaggi all’estero.
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