Alla fine la Cechia non cancellerà il programma congiunto di acquisto di munizioni d’artiglieria per l’Ucraina

Andrej Babiš a Parigi per l'incontro del 6 gennaio tra gli alleati dell'Ucraina
Andrej Babiš a Parigi per l'incontro del 6 gennaio tra gli alleati dell'Ucraina (Eric Tschaen/Pool/ABACAPRESS)

Il primo ministro della Cechia, il sovranista Andrej Babiš, ha detto che non interromperà il programma congiunto di acquisto di munizioni d’artiglieria per l’Ucraina, coordinato dal governo ceco. È un annuncio notevole perché Babiš aveva promesso di bloccare il programma in campagna elettorale, quando lo aveva definito «marcio». Babiš è sostenuto da una coalizione di estrema destra, ostile all’Ucraina e ai profughi ucraini accolti in Cechia.

Babiš ha detto che il programma proseguirà alla condizione che siano gli altri paesi a finanziare gli acquisti, e non la Cechia. In realtà è già così: la Cechia ha un ruolo di gestione, ma ha fornito meno del 2 per cento dei fondi. Il programma è ritenuto particolarmente efficace perché ha procacciato le munizioni sul mercato mondiale mantenendo anonimi i fornitori (e proteggendo dunque i paesi che non vogliono inimicarsi la Russia). Non sono invece anonimi i donatori, che sono quasi tutti stati che aderiscono alla NATO. Dal 2024, in questo modo, sono stati forniti all’Ucraina più di 4 milioni di proiettili.