Alla fine la Cechia non cancellerà il programma congiunto di acquisto di munizioni d’artiglieria per l’Ucraina

Il primo ministro della Cechia, il sovranista Andrej Babiš, ha detto che non interromperà il programma congiunto di acquisto di munizioni d’artiglieria per l’Ucraina, coordinato dal governo ceco. È un annuncio notevole perché Babiš aveva promesso di bloccare il programma in campagna elettorale, quando lo aveva definito «marcio». Babiš è sostenuto da una coalizione di estrema destra, ostile all’Ucraina e ai profughi ucraini accolti in Cechia.
Babiš ha detto che il programma proseguirà alla condizione che siano gli altri paesi a finanziare gli acquisti, e non la Cechia. In realtà è già così: la Cechia ha un ruolo di gestione, ma ha fornito meno del 2 per cento dei fondi. Il programma è ritenuto particolarmente efficace perché ha procacciato le munizioni sul mercato mondiale mantenendo anonimi i fornitori (e proteggendo dunque i paesi che non vogliono inimicarsi la Russia). Non sono invece anonimi i donatori, che sono quasi tutti stati che aderiscono alla NATO. Dal 2024, in questo modo, sono stati forniti all’Ucraina più di 4 milioni di proiettili.


