Aidarous al Zubaidi, il leader dei separatisti che controllano il sud dello Yemen, è stato espulso dal governo internazionalmente riconosciuto

Aidarous al Zubaidi, leader del Consiglio di Transizione del Sud (STC), il gruppo separatista che controlla il sud dello Yemen, è stato destituito dal governo riconosciuto a livello internazionale, con cui l’STC è entrato in aperto conflitto. La decadenza di al Zubaidi è stata stabilita dal presidente, Rashad al Alimi, dopo che martedì sera si era rifiutato di salire su un aereo per Riyad, capitale dell’Arabia Saudita, dove erano previsti colloqui di pace per cercare una soluzione alla crisi tra il governo e l’STC.
Come ritorsione l’Arabia Saudita, che è la principale sostenitrice del governo yemenita, ha fatto nuovi attacchi aerei nella provincia meridionale di al Dali, che è controllata dall’STC ed è quella di origine del suo leader. L’STC ha detto che gli attacchi hanno ucciso quattro persone e li ha definiti ingiustificati. Non è chiaro dove si trovi al Zubaidi ora: in un primo momento era circolata la notizia che si fosse rifugiato in una località sconosciuta, poi l’STC ha sostenuto che si trovi nella città portuale di Aden, nel sud del paese, e che abbia deciso di non partire per il timore di essere arrestato dal governo saudita.
La situazione degli schieramenti nella guerra civile in Yemen è molto complessa ed era rimasta piuttosto ferma sino a dicembre. Fino a pochi mesi fa, infatti, il governo yemenita, l’STC, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita combattevano tutti nella stessa alleanza contro gli Houthi (il gruppo armato sostenuto dall’Iran che controlla la capitale Sana’a e il nord-ovest del paese). L’alleanza si è rotta a causa del sostegno degli Emirati all’STC, che a inizio dicembre aveva condotto una rapida offensiva, sottraendo al governo le province meridionali. A fine anno gli Emirati avevano annunciato il ritiro delle forze rimanenti nel paese dopo una crisi diplomatica con l’Arabia Saudita, che aveva fatto un primo attacco aereo contro l’STC.
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