Il rugbista che era andato in NFL è tornato rugbista
Dopo un anno e mezzo di football americano, con un paio di contratti ma nessuna partita, Louis Rees-Zammit è tornato al suo primo sport

A inizio 2024 il 22enne Louis Rees-Zammit, forte e spettacolare rugbista gallese, tra i migliori talenti della sua generazione, decise di lasciare il rugby per provare a diventare un giocatore di NFL, il campionato statunitense di football americano. Tutto un altro sport rispetto al rugby. Disse di non avere nulla contro il rugby e che nemmeno era una questione di soldi (in NFL ne girano molti di più), ma solo che la sfida lo intrigava, soprattutto perché il padre lo aveva cresciuto facendolo diventare un grande appassionato di football americano.
Dopo un corso accelerato di football americano, due contratti, qualche infortunio e poca chiarezza su quale potesse essere il suo ruolo in campo, nell’agosto del 2025 Rees-Zammit ha deciso di tornare a giocare a rugby. Da allora è stato di nuovo convocato nella nazionale gallese, che senza di lui aveva vinto una sola partita, e ha giocato con i Bristol Bears, una delle migliori squadre al mondo, con la quale l’1 gennaio ha firmato un contratto pluriennale.
A 24 anni Rees-Zammit è quindi di nuovo un forte e spettacolare giocatore di rugby, dalla storia tutt’altro che ordinaria: i suoi ultimi due anni aiutano inoltre a capire qualcosa di più sia sul rugby che sul football americano.

Rees-Zammit nel 2024 con la maglia della squadra di NFL dei Jacksonville Jaguars (AP Photo/Dave Shopland)
Pur essendo forte e famoso (almeno nel Regno Unito e tra chi si intende di rugby) nel 2024 Rees-Zammit dovette passare dall’International player pathway program (IPPP). È un corso-allenamento di quattro mesi dove atleti non statunitensi – a volte già giocatori di football, ma anche di sport come il rugby o il calcio gaelico – vengono preparati al football americano della NFL ed eventualmente scelti dalle squadre.
Rees-Zammit ne uscì come meglio non si poteva, con un contratto di tre anni firmato a marzo con i Kansas City Chiefs: la squadra che aveva da poco vinto il Super Bowl (la finale del campionato NFL), con giocatori come Travis Kelce, compagno di Taylor Swift, e il quarterback Patrick Mahomes. Rees-Zammit fu provato in alcune partite pre-stagionali ma dopo poche settimane fu escluso dalla lista dei 53 giocatori scelti per la stagione ufficiale. Di fatto, nonostante il contratto triennale fu scartato dalla squadra.

Rees-Zammit nell’agosto del 2024 con la maglia dei Chiefs (AP Photo/Charlie Riedel)
Passò quindi ai Jacksonville Jaguars, il cui allenatore Doug Pederson, vincitore di un Super Bowl, voleva dargli almeno una possibilità. Anche ai Jaguars, però, Rees-Zammit non andò mai oltre la practice squad, la squadra di riserve usata in allenamento. Non aiutarono alcuni infortuni e il fatto che Pederson fu licenziato dopo 4 vittorie su 17 partite. Senza nemmeno una partita in NFL, Rees-Zammit è quindi tornato al rugby.
Passare dal rugby al football americano è difficilissimo. I due sport sembrano simili solo a chi non li conosce: si assomigliano le due palle ovali usate nei rispettivi sport e sono in parte affini i principi generali di gioco, ma cambia tutto il resto. Il football è uno sport di grande intensità alternata a momenti morti, e richiede una grande specializzazione: tra attacco e difesa ma anche tra un ruolo e l’altro. Il rugby è uno sport con molte meno pause del football, ben più stancante e in cui capita invece a tutti di fare un po’ di tutto.

Rees-Zammit, a sinistra, ai Mondiali di rugby del 2023 (Cameron Spencer/Getty Images)
Rees-Zammit era – ed è – un giocatore duttile e veloce, capace di sfiorare correndo i 40 chilometri orari. Ma la duttilità serve poco nel football americano, e la sua velocità non era nulla di eccezionale se comparata a quella dei più veloci giocatori di football, che in alcuni ruoli sono scelti primariamente per quella specifica qualità.
Negli Stati Uniti è stato provato come running back (colui che riceve i passaggi del quarterback e poi si mette a correre) e come wide receiver (colui che prima corre e poi riceve i passaggi lunghi). Il problema è che in NFL ci sono tanti altri atleti veloci più o meno quanto lui e però più potenti, più fisicamente pronti all’impatto con gli avversari.
Inoltre, come chiunque arriva al football senza averci giocato prima, Rees-Zammit ha faticato ad assimilare gli schemi di gioco, che in NFL sono molti e molto complessi.
Pur giovane, pur con qualità atletiche non comuni e pur arrivando come uno dei più promettenti rugbisti al mondo, Rees-Zammit è riuscito a cambiare in parte il suo fisico (guadagnando chili e massa muscolare) ma non ad affermarsi come giocatore di football in grado di trovare un suo ruolo ben chiaro e di giocarsela per un posto in NFL.
«Sentivo di stare sprecando il mio talento» ha detto nella conferenza stampa di agosto in cui ha annunciato il ritorno al rugby: «Ho dato tutto ma è davvero difficile se non passi attraverso il sistema delle università americane». Ha però aggiunto di preferire il rimorso al rimpianto e di aver imparato comunque molto anche solo «trascorrendo del tempo nello spogliatoio insieme a celebrità come Patrick Mahomes e Travis Kelce».
Prima del passaggio dal rugby al football c’erano grandi dubbi sul fatto che potesse farcela, anche per via dei pochi e poco confortanti precedenti. C’erano invece meno dubbi sul fatto che a quasi 25 anni potesse tornare a essere un rugbista di alto livello. Ma qualche perplessità comunque c’era, legata soprattutto al fatto che aumentando la massa avrebbe potuto perdere in velocità e agilità, e che 18 mesi senza palla da rugby avrebbero potuto fargli perdere familiarità con quest’altra palla ovale. Non a caso i Bristol Bears gli avevano fatto un contratto breve, di prova, rinnovato solo di recente.
Invece Rees-Zammit è tornato subito a fare bene, e c’è perfino chi ha ipotizzato che anche dal punto di vista agonistico il football americano potrebbe averlo reso un rugbista migliore nei suoi due ruoli, quello di tre quarti ala e di estremo.
Già ad agosto Pat Lam, allenatore di Bristol, aveva detto che secondo lui Rees-Zammit è tornato più forte ed è diventato un giocatore ancora più completo, in quanto più fisicamente pronto a impatti, urti e placcaggi. Secondo Lam era peculiare la posizione del corpo di Rees-Zammit in certe fasi di contatto con gli avversari, perché «sembra di vedere un giocatore di NFL». Lam aveva detto che «tutte le qualità fisiche di Louis Rees-Zammit ci sono ancora, e sono anzi state perfezionate negli Stati Uniti». Riguardo alle altre qualità aveva aggiunto: «La memoria muscolare è una cosa strana e non ci vorrà molto perché tornino anche quelle».
Rees-Zammit ha finora giocato otto partite, con sei mete (compresa una al debutto), con i Bristol Bears, che oltre che nel campionato inglese giocano in Champions Cup. Quasi di certo sarà parte della nazionale gallese anche durante il Sei Nazioni, dove Galles-Italia sarà una delle partite dell’ultima giornata.



