Nei primi tre mesi del 2025 in Italia sono stati venduti 810mila libri in meno rispetto all’anno scorso
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Nei primi tre mesi del 2025 in Italia sono stati venduti 810mila libri in meno rispetto al primo trimestre dell’anno scorso: è un calo del 3,4 per cento. Lo segnalano i dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui cosiddetti libri di varia, cioè sui romanzi e i saggi per il pubblico generale (i libri scolastici sono esclusi), rilevati dalla società di indagini di mercato NielsenIQ-GfK. In termini di incassi, sono 11,9 milioni di euro in meno.
L’editoria libraria italiana è in crisi dal 2022, cioè da quando si era esaurito l’effetto dell’aumento di vendite legato alla pandemia da coronavirus. Una delle ragioni principali di questa crisi è la fine del “bonus cultura” 18app, il sussidio economico da 500 euro che tra il 2016 e il 2024 lo Stato aveva messo a disposizione di tutti i ragazzi e le ragazze che compivano 18 anni per acquistare negli anni successivi prodotti e servizi culturali, tra cui i libri. Il sussidio è stato sostituito con la Carta della cultura giovani e la Carta del merito, che però possono essere richieste solo da alcuni diciottenni: la prima solo da chi ha un ISEE inferiore a 35mila euro, e la seconda da chi ha preso cento alla maturità. La pratica per richiedere le carte è diventata di conseguenza anche più macchinosa. Il governo ha anche ridotto i fondi a disposizione delle biblioteche per acquistare nuovi libri.
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