Il partito tedesco AfD ha fatto ricorso contro i servizi segreti interni che lo avevano dichiarato un pericolo per la democrazia

Lunedì mattina il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha presentato un ricorso contro l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BFV), ossia i servizi segreti interni della Germania, al tribunale amministrativo di Colonia: la scorsa settimana il BFV aveva indicato AfD come un’organizzazione estremista che mette in pericolo la democrazia. La notizia del ricorso è stata confermata al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) da un portavoce del partito.
AfD al momento è il secondo partito della Germania per consenso e la principale forza politica di opposizione in parlamento. I servizi segreti hanno motivato la loro decisione citando le posizioni xenofobe del partito, considerate discriminatorie verso interi settori della popolazione, tra cui soprattutto le persone immigrate in Germania e i loro discendenti. Nella pratica la designazione di “organizzazione estremista” autorizza i servizi segreti ad aumentare i controlli sulle attività di AfD, per esempio utilizzare informatori o intercettare i telefoni dei suoi esponenti (seppure con alcuni limiti, soprattutto nei confronti dei parlamentari). La decisione dei servizi segreti interni ha anche riaperto il dibattito sull’opportunità o meno di vietare AfD, di cui si parla da tempo.
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