Il partito tedesco AfD ha fatto ricorso contro i servizi segreti interni che lo avevano dichiarato un pericolo per la democrazia

La leader dell'AfD Alice Weidel e altri membri del partito durante lo spoglio elettorale del 23 febbraio 2025
La leader dell'AfD Alice Weidel e altri membri del partito durante lo spoglio elettorale del 23 febbraio 2025 (AP Photo/Michael Probst)

Lunedì mattina il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha presentato un ricorso contro l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BFV), ossia i servizi segreti interni della Germania, al tribunale amministrativo di Colonia: la scorsa settimana il BFV aveva indicato AfD come un’organizzazione estremista che mette in pericolo la democrazia. La notizia del ricorso è stata confermata al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) da un portavoce del partito.

AfD al momento è il secondo partito della Germania per consenso e la principale forza politica di opposizione in parlamento. I servizi segreti hanno motivato la loro decisione citando le posizioni xenofobe del partito, considerate discriminatorie verso interi settori della popolazione, tra cui soprattutto le persone immigrate in Germania e i loro discendenti. Nella pratica la designazione di “organizzazione estremista” autorizza i servizi segreti ad aumentare i controlli sulle attività di AfD, per esempio utilizzare informatori o intercettare i telefoni dei suoi esponenti (seppure con alcuni limiti, soprattutto nei confronti dei parlamentari). La decisione dei servizi segreti interni ha anche riaperto il dibattito sull’opportunità o meno di vietare AfD, di cui si parla da tempo.

– Leggi anche: I giudici e la politica, di nuovo