Altre 7 persone sono state arrestate nell’inchiesta sul tifo organizzato di Inter e Milan

Lunedì altre sette persone sono state arrestate nella grande inchiesta sul tifo organizzato di Inter e Milan, che da settembre coinvolge decine di persone che fanno parte o sono vicine alle curve ultras delle due squadre. Sono accusate di usura, estorsione ed emissione di false fatture e per alcuni di questi reati è stata anche contestata la finalità mafiosa: sono l’ultrà interista Francesco Intagliata, che si trova già in carcere da settembre, Filippo Monardo, Giuseppe Orecchio, Davide Scarfone e Domenico Sità, per cui è stato disposto il carcere, Mauro Russo e Carmelo Montalto, per cui sono stati ordinati i domiciliari.
Sono accusati a vario titolo, fra le altre cose, di essersi occupati del recupero di somme prestate con interessi usurari (fino al 400 per cento) e di aver estorto soldi al gestore del parcheggio dello stadio di San Siro per garantire che nell’area non ci fossero disordini nei giorni delle partite. Nell’ordinanza di custodia quest’ultima azione viene paragonata al pizzo mafioso. I fatti contestati erano già noti alla polizia, ma sono stati approfonditi anche grazie alle dichiarazioni del capo ultrà della curva Nord dell’Inter Andrea Beretta, diventato un collaboratore di giustizia dopo essere stato arrestato per aver ucciso a settembre un altro esponente della curva, Antonio Bellocco.


