• Mondo
  • Mercoledì 6 novembre 2024

I referendum per proteggere il diritto all’aborto sono andati bene quasi ovunque

In dieci stati americani si votava per inserire la possibilità di interrompere legalmente la propria gravidanza in Costituzione: soltanto tre hanno bocciato la proposta

Una ragazza protesta a favore del diritto all'aborto nel luglio del 2024 (Anna Moneymaker/Getty Images)
Una ragazza protesta a favore del diritto all'aborto nel luglio del 2024 (Anna Moneymaker/Getty Images)
0 seconds of 0 secondsVolume 90%
Press shift question mark to access a list of keyboard shortcuts
00:00
00:00
00:00
 

Martedì in dieci stati americani si votava anche per inserire il diritto all’aborto nelle Costituzioni statali, in modo da proteggere la possibilità di interrompere la propria gravidanza in modo legale e sicuro da eventuali leggi future. Gli elettori favorevoli al diritto all’aborto hanno ottenuto una vittoria in sette di questi stati: Arizona, Colorado, Maryland, Missouri, Montana, Nevada e New York. I referendum si sono tenuti nonostante negli ultimi mesi vari gruppi “anti scelta”, quelli contrari al diritto all’aborto, avessero messo in atto diverse politiche per bloccarli o perché venissero boicottati.

In alcuni di questi stati ci sarà quindi un cambiamento notevole. In Missouri l’aborto al momento è vietato con poche eccezioni: in base al risultato del referendum, la Costituzione statale dovrebbe essere cambiata in modo da riflettere e garantire «il diritto alla libertà riproduttiva», ma non è ancora chiaro come questo diritto verrà poi tradotto in legge. In Arizona al momento è vietato abortire dopo la 15esima settimana: la modifica della Costituzione, invece, sposterà il termine tra le 23 e le 24 settimane, momento in cui normalmente si ritiene che il feto sia “vitale”, ovvero possa sopravvivere fuori dall’utero.

– Leggi anche: La questione dell’aborto negli Stati Uniti, vista da lì

In altri stati abortire è tuttora legale, e i referendum servono quindi a prevenire l’eventualità che questo possa cambiare in futuro: è il caso del Nevada, che consente già l’aborto fino alle 24 settimane, del Colorado, del Maryland, del Montana e di New York.

In tre stati a forte maggioranza Repubblicana i referendum non hanno invece avuto successo. In Florida, dove con rare eccezioni è illegale abortire dopo la sesta settimana di gravidanza (quando molte donne non sanno neanche di essere incinte), non è stato superato il quorum necessario perché il referendum fosse valido. In South Dakota il 51,06 per cento degli elettori ha votato per non ampliare il diritto all’aborto nello stato, che è molto restrittivo. E in Nebraska, l’unico stato in cui si tenevano due referendum sull’aborto – uno per mantenere la situazione attuale, uno per inserire il diritto all’aborto nella Costituzione fino alla 24esima settimana – ha vinto il primo: l’interruzione di gravidanza sarà quindi legale solo fino alla 12esima settimana e praticabile dopo solo in casi di emergenze mediche o se la gravidanza è il risultato di stupro o incesto (una legge molto simile a quella italiana).