Secondo l’OMS il più grande ospedale rimasto aperto nella Striscia di Gaza non è più funzionante

Una foto del Nasser Medical Complex dopo un bombardamento israeliano lo scorso ottobre (AP Photo/Mohammed Dahman)
Una foto del Nasser Medical Complex dopo un bombardamento israeliano lo scorso ottobre (AP Photo/Mohammed Dahman)

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha detto che l’ospedale Nasser Medical Complex, nel sud della Striscia di Gaza, non è più funzionante. In un comunicato scritto domenica su X, Ghebreyesus ha detto che «dopo una settimana di assedio militare israeliano» l’ospedale non è più in grado di assistere le centinaia di persone che vi sono ricoverate. Ha anche detto che sia sabato che venerdì al personale dell’OMS è stato vietato di entrare nell’ospedale per valutare le condizioni dei pazienti, nonostante avesse raggiunto il complesso ospedaliero per fornire carburante. Secondo Ghebreyesus nell’ospedale ci sono ancora circa 200 pazienti, e almeno 20 devono essere portati con urgenza in altri ospedali per ricevere assistenza sanitaria.

Il Nasser Medical Complex si trova nella città meridionale di Khan Yunis, e finora era il più grande ospedale rimasto aperto nell’intera Striscia di Gaza: nelle ultime settimane era stato usato come rifugio da migliaia di palestinesi sfollati. Mercoledì l’esercito israeliano aveva chiesto alle persone sane di evacuarlo, ma aveva detto che i pazienti e i dipendenti sarebbero potuti rimanere.

Giovedì mattina l’esercito israeliano era entrato nel Nasser Medical Complex per condurre quella che aveva definito «un’operazione precisa e limitata» al suo interno: Israele sostiene che l’ospedale sia usato dai miliziani di Hamas per nascondersi, e che all’interno della struttura ci sarebbero anche alcune delle persone prese in ostaggio dal gruppo nell’attacco del 7 ottobre. Per ora non ci sono state conferme al riguardo.

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