Il parlamento danese ha approvato la legge che introdurrà il divieto di bruciare testi religiosi

Il ministro della Giustizia danese Peter Hummelgaard parla con i giornalisti dopo la votazione di giovedì in parlamento
Il ministro della Giustizia danese Peter Hummelgaard parla con i giornalisti dopo la votazione di giovedì in parlamento (Mads Claus Rasmussen/ Ritzau Scanpix via AP)

Il parlamento danese ha approvato la legge che vieterà alle persone di bruciare testi religiosi nel paese. Nei primi mesi dell’anno diverse copie del Corano, il testo sacro dell’Islam, erano state bruciate davanti ad alcune moschee sia in Danimarca che in Svezia, con episodi che avevano causato forti proteste in tutto il mondo islamico e le reazioni ufficiali da parte dei governi di diversi paesi. La legge, approvata con 94 voti in favore e 77 contrari, proibirà il «trattamento inappropriato di oggetti di significativa importanza religiosa per una comunità religiosa». Eventuali violazioni potranno essere punite con sanzioni e pene massime di due anni di carcere.

La legge era stata proposta dal ministro della Giustizia danese, Peter Hummelgaard, dei Socialdemocratici, che nel presentarla aveva detto di credere nell’esistenza di «modi più civili per esprimere le proprie opinioni, piuttosto che bruciare cose». È tuttavia stata criticata da diversi esponenti dell’opposizione, secondo cui sarebbe una limitazione della libertà di espressione. Secondo Hummelgaard, da luglio a oggi in Danimarca ci sono stati più di 500 episodi in cui sono state bruciate copie del Corano o bandiere di paesi islamici.

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