• Sport
  • Domenica 26 novembre 2023

L’Italia ha vinto la Coppa Davis

La Nazionale maschile di tennis ha battuto in finale l'Australia: è il secondo titolo della sua storia, 47 anni dopo il primo 

Da sinistra: Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego e Simone Bolelli (AP Photo/Manu Fernandez)
Da sinistra: Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego e Simone Bolelli (AP Photo/Manu Fernandez)
Caricamento player

La Nazionale italiana maschile di tennis ha vinto la Coppa Davis, la principale competizione di tennis a squadre per nazionali, battendo in finale l’Australia: è il secondo titolo della sua storia, dopo quello vinto nel 1976.

In Coppa Davis gli incontri si svolgono al meglio delle tre partite, due singolari e un’eventuale gara di spareggio di doppio: nella prima partita, molto combattuta, Matteo Arnaldi per l’Italia ha battuto l’australiano Alexei Popyrin; nella seconda l’italiano Jannik Sinner ha vinto in modo netto contro Alex De Minaur. Non c’è stato bisogno dello spareggio in doppio, com’era invece successo all’Italia sia in semifinale che nei quarti di finale.

La squadra italiana è gestita da Filippo Volandri, ex tennista (miglior piazzamento in classifica il 25° posto nel 2007) che svolge un ruolo assimilabile a quello dell’allenatore, che in Coppa Davis viene definito di “capitano non giocatore”. I giocatori convocati da Volandri erano Jannik Sinner, il miglior tennista italiano in circolazione e numero 4 del ranking mondiale, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego e Simone Bolelli.

Per il tennis la Coppa Davis è la cosa più vicina a ciò che sono i Mondiali negli altri sport: esiste dal 1900 e da allora si è disputata ogni anno, con l’eccezione degli anni delle guerre mondiali e del 2020 a causa della pandemia. Il formato attuale, cambiato nel 2018, prevede delle fasi di qualificazione suddivise in varie giornate nel corso della stagione e una fase finale (dai quarti di finale in poi) in una sede unica: quest’anno si è giocata a Malaga, in Spagna. Anche se non dà punti per i ranking mondiali di singolare e doppio, la Coppa Davis è solitamente molto sentita dai tennisti e considerata uno degli obiettivi più importanti raggiungibili in una carriera.

Prima dell’Australia, nella fase finale l’Italia aveva battuto ai quarti di finale i Paesi Bassi e in semifinale la Serbia. Se contro Paesi Bassi e Australia l’Italia partiva favorita, l’incontro più difficile è stato quello con la Serbia, la cui squadra comprende il tennista numero 1 al mondo Novak Djokovic. Contro la Serbia l’Italia aveva perso la prima partita in singolare, quella tra Musetti e Miomir Kecmanovic, ma aveva poi rimontato grazie a una vittoria piuttosto inaspettata di Sinner contro Djokovic e alla vittoria dello spareggio in doppio tra la coppia italiana Sinner-Sonego e quella serba Djokovic-Kecmanovic.

– Leggi anche: Il video di Jannik Sinner che annulla tre match point consecutivi a Novak Djokovic in Coppa Davis

Per l’Italia era l’ottava finale di sempre giocata in Coppa Davis, 25 anni dopo l’ultima, ed era la quarta contro l’Australia: finora aveva sempre perso, nel 1960, nel 1961 e nel 1977. Nel 1976 invece riuscì a vincere battendo in finale il Cile a Santiago del Cile. All’epoca la squadra era guidata da Nicola Pietrangeli (capitano-non giocatore) e composta da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Antonio Zugarelli.

Il tennis maschile italiano è ormai da alcuni anni in uno dei momenti migliori della sua storia, se non il migliore in assoluto per la quantità di tennisti che riesce a esprimere ad alti livelli: la vittoria della Coppa Davis sembrava possibile ed era ormai da un paio d’anni un obiettivo dichiarato della federazione italiana, che con Jannik Sinner può vantare per la seconda volta nella sua storia un tennista al quarto posto nel ranking mondiale (era successo solo una volta, con Adriano Panatta negli anni Settanta).

Al di là di Sinner però negli ultimi 15 anni la federazione è riuscita a costruire uno dei movimenti tennistici più interessanti al mondo, grazie a un piano di investimenti e interventi mirati che finora hanno dato ottimi risultati. Nonostante non stia attraversando un momento altrettanto positivo, anche il tennis italiano femminile sta raggiungendo risultati importanti: la scorsa settimana la Nazionale era arrivata in finale di Billie Jean King Cup, l’equivalente femminile della Coppa Davis, perdendo contro il Canada.

La generazione più vincente del tennis italiano femminile però resta quella dei primi due decenni del Duemila, con tenniste del calibro di Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani e Roberta Vinci. Tra il 2006 e il 2013 l’Italia femminile fu quattro volte campione del mondo in Fed Cup (vecchio nome della Billie Jean King Cup).

– Leggi anche: Da dove viene il gran momento del tennis italiano