La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che si esprimerà sul divieto dei “bump stocks”, i dispositivi che aumentano la frequenza di sparo delle armi

Corte Suprema Stati Uniti armi
(AP Photo/ Mariam Zuhaib)

La Corte Suprema degli Stati Uniti si esprimerà sulla validità del divieto dei “bump stocks”, ovvero dispositivi che sostituiscono parte del calcio e della cassa di un fucile e permettono di sparare colpi molto più rapidamente, trasformando di fatto un’arma semiautomatica in una paragonabile a quelle completamente automatiche. Questi dispositivi erano stati vietati alla fine del 2018 dall’amministrazione del presidente Donald Trump in seguito alla strage compiuta nell’ottobre 2017 a Las Vegas da Stephen Paddock, che uccise 58 persone e ne ferì oltre 500 sparando a ripetizione anche se non aveva un fucile automatico proprio perché aveva utilizzato un bump stock.

La Corte Suprema ha accettato di esaminare la richiesta presentata dal dipartimento di Giustizia contro la sentenza di una corte d’appello di New Orleans, che aveva invalidato la decisione dell’amministrazione Trump, ritenendo che il divieto violasse la legge federale. La questione riguarda la possibilità che le armi dotate di bump stock siano considerate a tutti gli effetti armi automatiche, che come ha ricordato la procuratrice Elizabeth Prelogar negli Stati Uniti sono vietate dal 1986 perché permettono di «sparare centinaia di proiettili al minuto semplicemente premendo una volta il grilletto». A detta di Prelogar, poter usare questi dispositivi comporterebbe «una minaccia significativa alla sicurezza pubblica».

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