L’ex primo ministro del Pakistan Imran Khan è stato incriminato per aver diffuso segreti di Stato

Umair Niazi, un avvocato che rappresenta Imran Khan, parla con i giornalisti dopo un'udienza (AP Photo/Anjum Naveed)
Umair Niazi, un avvocato che rappresenta Imran Khan, parla con i giornalisti dopo un'udienza (AP Photo/Anjum Naveed)

Un tribunale pakistano ha incriminato l’ex primo ministro del paese, Imran Khan, e l’ex ministro degli Esteri, Shah Mahmood Qureshi, per aver diffuso nel 2022 informazioni considerate segreti di Stato, un reato che può essere punito anche con la condanna a morte. Sia Khan che Qureshi hanno negato le accuse, e uno degli avvocati di Khan ha detto che il suo assistito «non ha fatto niente di male». Il processo inizierà venerdì e si terrà a porte chiuse presso la prigione di Adiala, dove Khan è detenuto.

Negli ultimi mesi Khan era stato coinvolto in diversi casi giudiziari: ad agosto un tribunale lo aveva condannato a tre anni di carcere con l’accusa di corruzione, ma la decisione era stata sospesa. Era stato poi arrestato nuovamente con l’accusa di aver diffuso segreti di Stato. Khan ha sempre negato ogni responsabilità, e secondo i suoi sostenitori sarebbe vittima di persecuzione politica da parte del governo pakistano. Al momento a causa delle accuse a suo carico Khan non può candidarsi alle prossime elezioni politiche in Pakistan, previste per il gennaio del 2024.

Khan ha 71 anni, è un ex campione di cricket ed è il politico più famoso e popolare del paese: era stato eletto primo ministro nel 2018 con il Movimento per la giustizia del Pakistan (PTI), partito nazionalista e populista fondato nel 1996, e sfiduciato ad aprile del 2022. Allora Khan aveva sostenuto di essere vittima di un complotto dell’esercito, che in Pakistan ha una grande influenza politica soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la politica estera, e che nel 2018 aveva contribuito con il proprio sostegno alla vittoria di Khan alle elezioni.

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