Lo scacchista Magnus Carlsen ha perso una partita per un orologio

Uno dei giocatori più forti di tutti i tempi ha detto di essersi distratto col pensiero che il suo avversario stesse barando

(Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)
(Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Alla fine della scorsa settimana l’ex campione del mondo di scacchi norvegese Magnus Carlsen ha perso a sorpresa una partita contro Alisher Suleymenov, uno scacchista del Kazakistan con un livello di abilità sensibilmente più basso del suo. Dopo essere stato sconfitto, Carlsen ha detto di avere avuto seri problemi a concentrarsi perché il suo sfidante indossava un orologio al polso. La distrazione per il giocatore non derivava tanto dall’orologio in sé, ma dal pensiero che questo potesse essere utilizzato per barare, una preoccupazione molto comune tra i giocatori di scacchi ad altissimo livello negli ultimi anni, al punto da diventare in alcuni casi una paranoia.

Carlsen ha commentato la sconfitta dicendo di non volere accusare in alcun modo il proprio avversario: «Ha giocato magnificamente e si meritava di vincere, ma sinceramente, non appena ho visto che indossava un orologio all’inizio del gioco, ho perso la mia capacità di concentrarmi». Nelle partite di alto livello di solito c’è il divieto di indossare accessori, compresi gli orologi, ma la regola non era prevista in Qatar, dove si sono sfidati Carlsen e Suleymenov nell’ambito dei Qatar Masters.

Negli ultimi anni le possibilità di barare nelle partite di scacchi sono aumentate enormemente, soprattutto grazie alla possibilità di avere dispositivi collegati a Internet di piccole dimensioni da nascondersi addosso. Questi dispositivi utilizzano alcuni degli algoritmi più raffinati per giocare a scacchi, ormai imbattibili anche dai giocatori più esperti. Per questo motivo gli scacchisti vengono di solito perquisiti, sottoposti a metal detector e ad altri controlli prima che possano iniziare la partita. Spesso sono gli stessi giocatori a chiederlo per tutelare se stessi e ridurre i rischi di partite truccate.

Un fermo immagine della partita

Dopo la partita in Qatar, Carlsen ha rimproverato agli organizzatori del Qatar Masters l’assenza di controlli: «Naturalmente mi assumo la responsabilità per la mia incapacità di gestire adeguatamente quei pensieri, ma è anche incredibilmente frustrante vedere che gli organizzatori non prendano sul serio i sistemi per non barare». L’organizzazione non ha risposto alle critiche, ma per le partite successive dei Qatar Masters ha scelto di vietare agli scacchisti di indossare orologi durante le partite e ha introdotto un ritardo di 15 minuti nella trasmissione online e in TV delle partite, in modo da ridurre i rischi che persone dall’esterno in contatto con gli scacchisti possano inviare le mosse da fare.

Lo scorso anno Carlsen aveva accusato un altro avversario, lo statunitense Hans Moke Niemann, di avere barato durante un’importante partita in cui era stato sconfitto. Erano seguite accuse reciproche, cause in tribunale e richieste di controllare molto più rigidamente gli scacchisti prima e durante le partite. A fine agosto Carlsen e Niemann avevano annunciato di avere superato la loro disputa e di essere disposti a sfidarsi nuovamente in futuro.