Il governo ha approvato l’acquisto di una parte della rete di Tim insieme al fondo statunitense KKR

(ANSA/MATTEO CORNER)
(ANSA/MATTEO CORNER)

Nel Consiglio dei ministri di lunedì 28 agosto il governo ha approvato due decreti con cui autorizza l’acquisto di una parte della rete infrastrutturale di Tim, la principale società di telefonia italiana, insieme al fondo statunitense KKR, che ormai da settimane ne sta trattando l’acquisto con Tim. L’accordo fra governo e KKR per un’offerta comune era stato trovato due settimane fa, ma prima di essere ufficializzato doveva passare dal Consiglio dei ministri.

Il governo acquisterà il 20 per cento della rete di Tim con un investimento che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha quantificato in un massimo di 2,2 miliardi di euro. Con uno dei decreti approvati oggi, il governo ha formalizzato l’accordo con KKR. Con l’altro ha stanziato i fondi necessari per l’offerta.

Il governo aveva avviato delle trattative con KKR dopo che negli scorsi mesi aveva provato senza successo ad acquistare tutta la rete di Tim attraverso Cassa Depositi e Prestiti, l’istituto finanziario controllato dal ministero dell’Economia. La rete di Tim per il governo ha una notevole rilevanza perché comprende gran parte dell’insieme di strutture che in Italia permettono di parlare al telefono e di usare la connessione internet.

Sia Giorgetti che i quotidiani parlano dell’acquisizione della rete Tim da parte di KKR (e in parte minore dal governo) come di un affare concluso. Secondo il Corriere della Sera Tim cederà la sua rete per una cifra compresa fra i 20 e i 23 miliardi di euro, che dovrebbero servire per ripianare i suoi consistenti debiti.

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