Matteo Renzi sarà il prossimo direttore del quotidiano “Il Riformista”

Matteo Renzi durante la conferenza stampa in cui è stato presentato come nuovo direttore del Riformista
Matteo Renzi durante la conferenza stampa in cui è stato presentato come nuovo direttore del Riformista

Matteo Renzi, senatore, leader di Italia Viva ed ex presidente del Consiglio, sarà il prossimo direttore del quotidiano Il Riformista: prenderà il posto dell’attuale direttore, Piero Sansonetti, a partire dal 3 maggio e ha detto che resterà in carica per un anno, fino alla fine di aprile del 2024. Lo hanno annunciato il giornale e Renzi stesso mercoledì mattina. «Capisco che per qualcuno faccia un po’ sorridere, o magari anche preoccupare o stupire», ha detto Renzi nella conferenza stampa in cui è stato presentato come nuovo direttore, riferendosi alla sovrapposizione del nuovo ruolo giornalistico con quello politico e istituzionale.

Ha anche detto che non lascerà il suo ruolo di parlamentare e ha fatto alcuni esempi di politici che in passato hanno diretto giornali, tra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che quando era deputato negli anni Novanta fu per un periodo direttore del Popolo: il paragone non è del tutto pertinente perché il Popolo è stato l’organo di partito della Democrazia Cristiana fino al 1994.

Non essendo giornalista, Renzi non potrà essere il direttore responsabile della testata, cioè la persona che si assume la responsabilità legale di tutto ciò che viene pubblicato sul giornale (per legge, dev’essere per forza un giornalista). Sembra che avrà più che altro un ruolo pratico nel dirigere il giornale, decidendone la linea (quello che viene chiamato “direttore editoriale”, con una definizione che non esiste a livello giuridico). Il nuovo direttore responsabile sarà invece annunciato nei prossimi giorni. Renzi ha detto che sotto la sua direzione il giornale si rivolgerà all’elettorato del cosiddetto “Terzo Polo”, l’alleanza di centro composta dal suo partito Italia Viva e da Azione di Carlo Calenda, ma anche a un’area moderata di elettori di Forza Italia e «del Partito Democratico che non si riconosce nell’idea politica» della segretaria Schlein. Sansonetti, che lascia a Renzi la direzione, passerà a dirigere l’Unità, la cui testata è stata acquistata a un’asta fallimentare da Alfredo Romeo, discusso imprenditore ed editore anche del Riformista.