Israele non collaborerà con gli Stati Uniti nell’indagine sulla morte di Shireen Abu Akleh, giornalista di al Jazeera uccisa in Cisgiordania

(AP Photo/ Majdi Mohammed, File)
(AP Photo/ Majdi Mohammed, File)

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha avviato un’indagine sull’uccisione della giornalista palestinese-americana di Al Jazeera Shireen Abu Akleh, morta lo scorso maggio mentre stava seguendo un’operazione dell’esercito israeliano in un campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere lunedì il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, secondo cui l’indagine è un «grave errore»: Gantz ha precisato che Israele non collaborerà con alcuna indagine esterna e non «permetterà interferenze nei propri affari interni».

L’indagine è stata annunciata dopo mesi di pressioni da parte della famiglia di Abu Akleh e grosse insoddisfazioni rispetto alle investigazioni condotte dalle autorità israeliane. Si ritiene che possa creare tensioni tra Stati Uniti e Israele, paesi storicamente in buoni rapporti.

Abu Akleh era morta lo scorso 11 maggio dopo essere stata colpita alla testa da un proiettile che secondo un’indagine dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), agenzia delle Nazioni Unite, era stato sparato da un soldato israeliano: una conclusione a cui era giunta anche un’indagine dell’Autorità Nazionale Palestinese, l’organismo politico di governo della Palestina. Solo a settembre l’esercito israeliano aveva ammesso la possibilità che Abu Akleh fosse stata uccisa da un proiettile sparato da un soldato di Israele: fino a quel momento aveva sempre smentito ogni coinvolgimento nella sua uccisione.