Un politico brasiliano di estrema destra e alleato di Jair Bolsonaro ha attaccato alcuni agenti della polizia con fucile e granate per evitare di essere arrestato

Alcuni sostenitori di Roberto Jefferson protestano contro il suo arresto vicino alla sua casa (AP Photo/Bruna Prado)
Alcuni sostenitori di Roberto Jefferson protestano contro il suo arresto vicino alla sua casa (AP Photo/Bruna Prado)

Domenica il politico brasiliano Roberto Jefferson ha attaccato alcuni agenti della polizia federale che erano arrivati a casa sua per arrestarlo, sparando loro con un fucile e lanciandogli addosso granate: ha ferito due agenti e poi si è arreso, facendosi arrestare. Jefferson è un politico di estrema destra e alleato del presidente uscente Jair Bolsonaro, e in Brasile è stato anche parlamentare.

Si trovava agli arresti domiciliari nella sua casa di Comendador Levy Gasparian, un piccolo comune nello stato federato di Rio de Janeiro. Era stato arrestato per aver minacciato i giudici della Corte Suprema brasiliana e a gennaio gli era stato concesso di scontare la pena agli arresti domiciliari, ma ne aveva ripetutamente violato le condizioni: per questo un giudice aveva ordinato che tornasse in carcere.

L’arresto di Jefferson arriva in un periodo politicamente delicato per il Brasile: il prossimo fine settimana si terrà il ballottaggio tra Lula e Bolsonaro per eleggere il nuovo presidente del paese. Bolsonaro si è affrettato a condannare le azioni del suo alleato e ha cercato di prenderne le distanze, sostenendo che non ci siano foto che lo ritraggono insieme a Jefferson: dopo queste dichiarazioni gli oppositori di Bolsonaro ne hanno postate diverse sui social network. Tra gli elettori di Bolsonaro invece ci sono state reazioni sia di condanna che di sostegno nei confronti di Jefferson: lunedì alcune decine di persone si sono presentate nella zona della sua abitazione per protestare contro il suo arresto.