Mike Pence durante il suo discorso all'evento politico in New Hampshire, il 17 agosto (AP Photo/Charles Krupa)

Mike Pence ha detto ai Repubblicani di smetterla, con questi attacchi all’FBI

Prendendo le distanze dalla parte del partito più fedele a Donald Trump, che in questi giorni aveva duramente criticato l'agenzia federale

Mike Pence durante il suo discorso all'evento politico in New Hampshire, il 17 agosto (AP Photo/Charles Krupa)

Mercoledì l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence ha esortato pubblicamente i Repubblicani, suoi colleghi di partito, a smetterla di attaccare l’FBI, l’agenzia investigativa della polizia federale statunitense.

Da giorni diversi politici del partito stanno portando avanti una campagna denigratoria nei confronti dell’FBI, da quando l’8 agosto l’agenzia aveva perquisito la villa dell’ex presidente Donald Trump in Florida per cercare e sequestrare alcuni documenti riservati che Trump sembra aver portato nella sua villa privata al termine del mandato. Pochi giorni dopo era emerso come l’FBI stesse indagando su Trump per spionaggio e altri reati. Tra i Repubblicani che hanno attaccato duramente l’FBI ci sono anche membri del Congresso, e alcuni hanno chiesto di tagliare i fondi all’agenzia federale.

Parlando durante un evento politico in New Hampshire, Pence ha detto che «il Partito Repubblicano è il partito della legge e dell’ordine» (richiamando così un’espressione molto usata da Donald Trump negli anni del suo mandato e nelle sue campagne elettorali, “law and order”), e ha poi aggiunto: «Il nostro partito sta dalla parte degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine a livello federale, statale e locale, e questi attacchi all’FBI devono finire».

Secondo i giornali americani, con questo discorso Pence ha voluto prendere le distanze dalla fazione del Partito Repubblicano più leale a Trump. Il New York Times ha scritto che Pence sembra posizionarsi in vista di un’eventuale candidatura a presidente.

Pence ha anche detto che prenderebbe «in considerazione» un invito a testimoniare davanti alla commissione d’inchiesta della Camera che sta indagando sull’attacco al Congresso degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021, con cui i sostenitori di Trump cercarono di fermare il processo di certificazione delle elezioni presidenziali, vinte da Joe Biden. Prima di questo intervento in New Hampshire, Pence aveva parlato raramente della possibilità di testimoniare sull’attacco al Congresso ed era sempre sembrato poco disponibile a farlo.

Nelle ultime settimane la commissione aveva discusso sulla possibilità di chiamare a testimoniare anche personalità di alto profilo come Pence o Trump: temeva però che entrambi si sarebbero rifiutati e che si sarebbe poi aperta una contesa pubblica per costringerli a giurare davanti alla commissione, pregiudicando il lavoro di raccolta delle testimonianze.