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  • martedì 28 Giugno 2022

Cinquantuno detenuti sono morti in un carcere della Colombia a causa di un incendio

Cinquantuno detenuti sono morti a causa di un incendio scoppiato durante una rivolta nel carcere di Tuluá, città della Colombia a ovest di Bogotà, la capitale. Altri trenta detenuti sono stati feriti e portati in ospedale. Il generale a capo dell’agenzia carceraria del paese, Tito Castellanos, ha dichiarato che è stata avviata un’indagine per chiarire quanto accaduto, ma ha anticipato che l’incendio è scoppiato dopo che i detenuti hanno dato fuoco ad alcuni materassi, di loro iniziativa, per impedire alle guardie di fermare una protesta.

La prigione di Tuluá contiene 1.267 detenuti e il blocco dove si è verificato l’incendio ne ospitava 180. Le carceri colombiane hanno un grave problema di sovraffollamento: ci sono 81 mila posti, ma le persone presenti sono circa 97 mila, secondo i dati ufficiali.

Il presidente colombiano uscente Iván Duque, in visita in Portogallo, ha scritto su Twitter di essere «solidale con le famiglie delle vittime» e di aver «dato istruzioni» per portare avanti le indagini che permetteranno «di chiarire questa terribile situazione».

Il presidente eletto Gustavo Petro – progressista di sinistra che ha vinto le elezioni dello scorso giugno e che entrerà in carica il prossimo agosto – ha scritto che lo stato colombiano ha pensato al carcere come a un luogo «di vendetta e non di riabilitazione» e che quanto accaduto a Tuluá «obbliga a un completo ripensamento della politica carceraria» affinché venga messa al centro la «dignità del detenuto».

Il carcere di Tuluá, Colombia, 28 giugno 2022 (AP Photo/Juan Jose Horta)