Dove scovare la mano di Buddha, il bercencione e i murisciulitt

Il 3 ottobre si svolgerà in contemporanea in cento comuni italiani la Caccia ai Tesori Arancioni

Si chiama così perché sembra avere tante dita: la mano di Buddha è una varietà di cedro molto profumata che in Oriente viene usata con scopo prevalentemente ornamentale o per dare un buon odore alle stanze o agli abiti. A differenza di altri agrumi, ha però poca polpa e poco succo ed è quindi la scorza che, finemente tagliata, viene usata per insaporire dolci, piatti salati, bevande alcoliche oppure candita. La mano di Buddha cresce soprattutto in Cina, Giappone e India del Nord, ma è coltivata anche a Cannero Riviera, un paese di circa 900 abitanti sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola: il luogo più a nord d’Italia dove gli agrumi vengono coltivati in piena terra, cioè direttamente nel terreno e non, ad esempio, in vaso.

Questo agrume potrà essere scoperto, insieme ad altre tradizioni del luogo, il 3 ottobre nella seconda edizione della “Caccia ai Tesori Arancioni”, organizzata dal Touring Club, associazione privata senza scopo di lucro che da 127 anni si prende cura dell’Italia come bene comune, affinché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Il paese infatti è uno dei piccoli Comuni Bandiera Arancione del Touring Club Italiano coinvolti in questo evento che si svolge in contemporanea in 100 comuni. Lo scopo è far conoscere l’entroterra italiano attraverso percorsi che facciano riscoprire le storie, le persone, i monumenti e le piccole curiosità nascoste nei luoghi meno noti del nostro Paese. Alla caccia al tesoro – per ogni comune sono previste sei tappe – si può partecipare gratuitamente, ma bisogna prenotarsi per tempo: i posti sono limitati. Per farlo basta scegliere uno dei borghi Bandiera Arancione e iscriversi con la propria squadra qui. Tutte le squadre che termineranno il percorso riceveranno un premio legato al territorio esplorato.

La caccia al tesoro prevede dunque la scoperta di particolarità del territorio non sempre note a tutti. Come appunto la coltivazione degli agrumi a Cannero Riviera, che risale al sedicesimo secolo quando la famiglia Borromeo ne importò alcune piante: grazie al clima favorevole e alla particolare conformazione geografica, gli agrumi crebbero nei secoli con facilità, fino a diventare una tipicità locale. I frutti rappresentano ormai così tanto il comune che nel 2012 nel paese è stato inaugurato il Parco degli Agrumi, un parco pubblico dove l’Università di Torino ha piantato 25 varietà presenti nel borgo. Da oltre dieci anni inoltre si svolge a marzo la Festa degli agrumi, durante la quale si servono il bercencione e i murisciulitt.

Il primo è un tè verde equosolidale, cui viene aggiunto un mix di scorze di bergamotto, cedro, arancio e limone locali. Il bercencione è stato ideato nel 2005, all’interno di un laboratorio didattico dai ragazzi delle scuole medie del paese e prende il nome dai quattro agrumi che lo insaporiscono (BERgamotto, CEdro, araNCIO, limoNE). Sono proprio gli studenti a servirlo durante la Festa degli agrumi insieme ai murisciulitt, biscotti a base di farina di mais e scorze di agrumi, sempre inventati da studenti delle medie nel 2004. I biscotti devono il loro nome, e la loro forma, al monte Morissolo, che protegge dal freddo e che quindi concorre al particolare microclima di Cannero Riviera.

Oltre a quelli più noti e diffusi e alla mano di Buddha, fra gli agrumi tipici di Cannero Riviera c’è il canarone, il microcitrus, detto anche limone caviale, e l’arancia rossa pigmentata.

I comuni partecipanti alla caccia al tesoro organizzata dal Touring Club sono 100. Se a Cannero Riviera una tappa della caccia al tesoro sarà organizzata all’interno del Parco degli Agrumi, a Pieve di Cento, in provincia di Bologna toccherà, tra le altre cose, anche “Le Scuole”, un polo culturale di oltre 4mila metri quadrati, inaugurato recentemente, dove sono state raccolte alcune opere d’arte salvate dal terremoto del maggio 2012. A Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, invece, una tappa della “Caccia ai Tesori Arancioni” avrà come protagonisti tre giovani fratelli apicoltori che producono, fra gli altri, il Nocciomiele, una miscela di pasta di nocciola e miele. A Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, e a Castrocaro Terme, in provincia di Forlì-Cesena, alcune tappe della caccia al tesoro saranno dedicate a Dante Alighieri, in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla sua morte.

Che cos’è la Bandiera Arancione
Dal 1998 il Touring Club Italiano seleziona, certifica e promuove con la Bandiera Arancione i comuni con meno di 15mila abitanti che considera «eccellenze dell’entroterra». La valorizzazione delle piccole località lontane dalle coste ma dotate di un proprio patrimonio culturale o ambientale è da sempre uno dei principali obiettivi dell’Associazione, impegnata nel sostenere le zone d’Italia che affrontano i problemi legati alla marginalità e allo spopolamento e per cui il turismo può essere un’opportunità di rilancio sociale ed economico.

la Bandiera Arancione garantisce alti standard di qualità per chi è in cerca di mete interessanti per le proprie vacanze e per chi desidera conoscere le località meno note, come quelle, appunto, dell’entroterra del nostro Paese. Possono ottenere questa certificazione quei comuni che non solo hanno un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sono anche in grado di offrire ai turisti un’accoglienza di qualità. Il Touring Club valuta le capacità di accoglienza dei piccoli centri attraverso un modello di analisi territoriale incentrato sul punto di vista dei viaggiatori e della loro esperienza di visita. Le Bandiere Arancioni sono attualmente 262, distribuite in tutta Italia, e rappresentano il 9 per cento delle candidature analizzate dal Touring Club.