Christopher Reeve
Christopher Reeve nel 1984 (D. Morrison/Daily Express/Hulton Archive/Getty Images)

Chi era Cristopher Reeve

Breve storia dell'attore che morì nel 2004 e che è ricordato soprattutto per essere stato Superman

Christopher Reeve
Christopher Reeve nel 1984 (D. Morrison/Daily Express/Hulton Archive/Getty Images)

Christopher Reeve, al quale Google dedica oggi il suo doodle, era nato il 25 settembre 1952 e morì nel 2004. Reeve è noto per essere stato un apprezzato Superman in quattro film, il primo dei quali diretto nel 1978 da Richard Donner. E anche perché negli ultimi anni della sua vita restò paralizzato dal collo in giù dopo essere caduto da cavallo.

Nato a New York, Christopher Reeve era figlio di una giornalista e di uno scrittore, e suo nonno materno era stato amministratore delegato della Prudential Financial, la più grande compagnia assicurativa statunitense. Dopo aver studiato alla Cornell University, Reeve fu ammesso alla Julliard, un’importante e parecchio selettiva scuola statunitense di arti performative. Insieme a lui, fu ammesso Robin Williams e i due divennero compagni di stanza e molto amici.

Quello in Superman fu il primo importante ruolo cinematografico di Christopher Reeve, che aveva capelli neri ed occhi azzurri ed era alto un po’ più di un metro e novanta, e che prima aveva recitato perlopiù a Broadway. Piacque il film e piacque la sua interpretazione, anche se qualcuno lo criticò perché il suo Clark Kent (l’alter ego “umano” e normale di Superman) fu ritenuto un po’ troppo timido e imbranato.

Lui disse che per interpretarlo prese a esempio il giovane Cary Grant e che secondo lui era necessario che Kent e Superman fossero diversi nel carattere, oltre che nell’aspetto, perché altrimenti Kent sarebbe stato «lo stesso tizio, però con gli occhiali».

Reeve tornò a interpretare Superman in altri tre film (nel 1980, nel 1983 e nel 1987) e negli anni Ottanta recitò anche Trappola mortale di Sidney Lumet, in I bostoniani e in Rumori fuori scena di Peter Bogdanovich. Restò comunque piuttosto legato al personaggio di Superman e una volta raccontò che quando chiese a Sean Connery come si facesse a evitare di venire troppo associati a un solo personaggio, Connery gli rispose: «Per prima cosa devi essere abbastanza bravo da riuscire a interpretarlo tante volte, quel personaggio».

Si dice che tra i ruoli a cui fu molto vicino ci sono quello del protagonista di American Gigolo (che poi andò a Richard Gere) e quello in Atto di forza che andò invece ad Arnold Schwarzenegger.

– Leggi anche: American Gigolò oltre il cinema

L’incidente che lo rese tetraplegico fu nel 1995, durante una gara di equitazione (sua grande passione) a Charlottesville, in Virginia. Tra i primi che andarono a trovarlo in ospedale, passando poi molto tempo con lui, ci fu l’amico Robin Williams, che secondo quanto raccontato da Reeve improvvisò anche una serie di personaggi (tra gli altri un medico dal marcato accento russo) per provare a farlo sorridere.

Dopo l’incidente, Reeve scrisse due libri, recitò in un paio di puntate della serie Smallville e nel remake del 1998 di La finestra sul cortile. Continuò inoltre a dedicarsi alla beneficenza e alle cause sociali e politiche in cui credeva: già negli anni Ottanta, per esempio, era stato in Cile per protestare contro la dittatura di Augusto Pinochet.