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  • venerdì 10 Settembre 2021

La Commissione Europea ha stabilito che il prestito di 900 milioni di euro erogato nel 2017 ad Alitalia dallo stato italiano fu illegale

La Commissione Europea ha stabilito che il prestito da 900 milioni di euro erogato nel 2017 dallo stato italiano alla compagnia aerea Alitalia violò le regole dell’Unione Europea sugli aiuti di stato e perciò quella somma dovrà essere restituita. Non è chiaro come Alitalia, di cui lo stato italiano è l’unico azionista, potrà restituire i 900 milioni.

La normativa europea prevede che gli aiuti di stato possano essere considerati legali se lo stato agisce nei termini che un investitore privato accetterebbe, ma secondo l’analisi della Commissione Alitalia all’epoca del prestito non era in grado di generare una liquidità sufficiente per rimborsarlo, e nessun investitore privato avrebbe concesso prestiti alla compagnia. Per tale motivo i 900 milioni di euro vanno considerati aiuti di stato illegali.

La Commissione ha però specificato che la restituzione non spetterà a Italia Trasporto Aereo (ITA), la società pubblica di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze che controlla Alitalia e che la sostituirà dal prossimo 15 ottobre. È stata infatti appurata una discontinuità economica tra le due società. ITA inoltre riceverà capitali pubblici per 1,35 miliardi di euro, che tuttavia secondo la Commissione non costituiscono aiuti illegali perché ITA garantirà allo stato italiano un rendimento in linea con gli standard del mercato privato.

La Commissione ha aggiunto che è ancora in corso un’indagine sui 400 milioni di euro prestati dallo stato italiano ad Alitalia nel 2019.

– Leggi anche: Tutti i problemi della transizione da Alitalia a ITA

(ANSA/ TELENEWS)