Talebani a Kabul, agosto 2021. (AP Photo/Rahmat Gul, File)
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  • mercoledì 8 Settembre 2021

Cosa faranno i talebani con tutte le armi americane?

Sono tante, lasciate indietro dagli Stati Uniti e dall'esercito afghano, ma non è detto che i talebani potranno e sapranno usarle

Talebani a Kabul, agosto 2021. (AP Photo/Rahmat Gul, File)
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Da quando hanno preso il controllo dell’Afghanistan, i talebani si sono appropriati di un’enorme quantità di armi, in parte lasciate indietro dall’esercito degli Stati Uniti dopo il ritiro dal paese e in parte conquistate all’esercito afghano, che era comunque stato armato dagli Stati Uniti. Non si sa di preciso quante siano le armi attualmente in possesso dei talebani, ma si sa che l’arsenale abbandonato comprende diversi tipi di munizioni e veicoli militari, droni, radio e occhiali per la visione notturna, e anche una buona quantità di elicotteri e mezzi aerei.

La quantità e la qualità di armi possedute dai talebani ha ovviamente destato molta preoccupazione, soprattutto per l’uso che i talebani potranno farne tra uccisioni di civili e vendita a potenze straniere. Molte stime sull’armamentario del nuovo regime sono però ancora incerte, e soprattutto l’uso che i talebani potranno e sapranno fare delle armi americane rimaste in Afghanistan è ancora tutto da vedere.

Uno dei motivi per cui il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan è stato molto criticato riguarda le armi rimaste nel paese dopo il rapido collasso dell’esercito e delle forze di polizia afghane, armate dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi vent’anni. Le forze statunitensi e afghane hanno infatti lasciato dietro di sé una grande quantità di armi e munizioni tra armi da fuoco, veicoli militari e mezzi aerei.

Secondo un funzionario del Pentagono citato dal sito The Diplomat, non esiste al momento una documentazione precisa sulla quantità e qualità di armi che l’esercito americano e quello afghano hanno lasciato in Afghanistan. Sono state fatte però diverse stime. Secondo un funzionario dell’esercito americano ascoltato da Reuters, i talebani possiedono circa duemila veicoli militari e una quarantina di unità aeree tra elicotteri, droni militari e aerei da guerra.

Il giornalista britannico esperto di conflitti David Patrikarakos ha offerto una panoramica molto più dettagliata, secondo cui i talebani possiedono ora migliaia di veicoli militari, di cui un centinaio resistenti alle mine, un centinaio di carri armati, centinaia di migliaia di armi da fuoco tra pistole semplici, fucili e mitragliatrici, migliaia di occhiali da visione notturna, oltre a un centinaio di elicotteri e a decine di aerei.

I talebani, inoltre, si sono appropriati dei dispositivi biometrici usati dall’esercito americano, che contengono dati sensibili relativi alla popolazione afghana e potrebbero aiutare il gruppo islamista radicale a individuare oppositori o collaboratori del vecchio governo.

Negli ultimi vent’anni, gli Stati Uniti hanno speso quasi 83 miliardi di dollari per addestrare e armare l’esercito afghano: negli ultimi anni la spesa era diminuita, ma di questi 83 miliardi si stima che circa 24 siano stati spesi per armare le forze afghane (il 70 per cento per armare l’esercito, il resto per armare la polizia). Sono numeri relativi ai vent’anni di occupazione americana nel suo complesso, e il valore delle armi attualmente nelle mani dei talebani equivale sicuramente a una somma molto minore.

Ma è comunque una cifra non indifferente, soprattutto se teniamo conto del fatto che i combattenti talebani sono meno di un terzo di tutto l’esercito afghano: tutto quel che è rimasto è ora probabilmente nelle loro mani, e sono quindi, almeno sulla carta, un piccolo esercito molto ben armato.

Le armi americane, poi, si aggiungono a quelle che erano già in possesso dei talebani, molto meno moderne e sofisticate e in buona parte rimaste nel paese dopo l’occupazione sovietica, che si era conclusa nel 1989.

L’appropriazione delle armi americane da parte dei talebani ha ricordato ad alcuni il modo in cui lo Stato Islamico si appropriò delle armi che gli Stati Uniti avevano lasciato sul territorio iracheno. «Tutto quello che non è stato distrutto è ora nelle mani dei talebani», ha detto un membro dell’esercito americano a Reuters. Michael McCaul, deputato Repubblicano della Camera dei Rappresentanti, ha detto che il possesso delle armi americane da parte dei talebani «rappresenta una grande minaccia per gli Stati Uniti e i loro alleati». Anche l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è espresso sull’argomento: ha criticato la gestione del ritiro delle truppe da parte dell’attuale presidente Joe Biden e citato le intere spese statunitensi per addestrare e armare l’esercito afghano in vent’anni di occupazione, e ha detto che tutti gli armamenti militari «vanno immediatamente restituiti agli Stati Uniti».

In realtà la questione è più complessa, e il fatto che i talebani abbiano attualmente a disposizione una grande quantità di armi lasciate dall’esercito afghano e dagli americani non comporta automaticamente che potranno e sapranno usarle.

Per cominciare, non tutte le armi dell’esercito afghano e americano rimaste in Afghanistan sono utilizzabili. Già mesi prima che Kabul cadesse in mano ai talebani, gli Stati Uniti avevano portato via dall’Afghanistan molti aerei e dismesso alcune armi.

Il generale Kenneth McKenzie, a capo del comando centrale da cui dipendono le operazioni in Afghanistan, ha detto anche che prima di lasciare l’Afghanistan l’esercito americano ha dismesso decine di veicoli militari e mezzi aerei, distruggendoli fisicamente con esplosivi: «questi mezzi», ha detto McKenzie, «non potranno più essere utilizzati da nessuno». Alcune delle esplosioni che si sentivano a Kabul negli ultimi giorni dell’evacuazione americana erano dovute proprio alla distruzione di armi e veicoli militari da parte dell’esercito americano. Le armi rimaste in mano ai talebani, insomma, sono meno di quelle presenti sul territorio durante l’occupazione, e sono comunque in parte inutilizzabili.

In secondo luogo, non è detto che i talebani sappiano usare le armi di cui si sono appropriati.

Se pensiamo a quanto si è detto sull’impreparazione e l’inefficienza dell’esercito afghano, che aveva comunque ricevuto un addestramento ventennale da parte degli Stati Uniti, è facile immaginare che i mezzi per usare gli armamenti manchino anche ai talebani. Secondo un rapporto del SIGAR, l’ente del governo americano creato nel 2008 per sovrintendere alle attività americane in Afghanistan, i piloti qualificati per guidare molti dei mezzi aerei nel paese mancavano anche all’esercito afghano, che dipendeva dalle migliaia di contractor inviate dagli Stati Uniti per la gestione di molti mezzi e di sistemi d’arma complessi.

Una serie di Blackhawk, elicotteri d’assalto americani, in Afghanistan, nel 2018 (AP Photo/Rahmat Gul)

Alcuni degli aerei di cui i talebani si sono verosimilmente appropriati richiedono piloti e meccanici specializzati, oltre che una specifica manutenzione, ed è molto difficile guidarli senza un’adeguata formazione. Secondo Anthony Cordesman del Center for Strategic and International Studies, senza soldati specializzati la maggior parte degli aerei e delle armi pesanti ora in mano ai talebani è inutilizzabile. Joseph Votel, comandante delle forze americane in Medio Oriente ora in pensione, ha detto che la maggior parte delle armi sofisticate attualmente in mano ai talebani sono «più che altro trofei».

Rispetto alle armi più sofisticate, il problema più grosso riguarda il fatto che i talebani potrebbero metterle sul mercato nero – grazie alla Rete Haqqani, i talebani hanno un buon accesso a mercati illeciti di diversi paesi del Golfo – o venderle a paesi come la Cina e la Russia. Andrew Small, esperto di politica estera al German Marshall Fund of the United States, ha detto che è molto probabile che i talebani permettano alla Cina di accedere alle armi americane in loro possesso. D’altra parte, un ufficiale dell’esercito americano ha detto a Reuters che per la Cina non è un grande guadagno, perché ha già accesso ad armi sofisticate.

La preoccupazione maggiore, comunque, riguarda più che altro le armi minori, quelle che i talebani possono usare facilmente e senza bisogno di un addestramento specifico. Armi da fuoco, quindi, oltre che accessori molto utili come gli occhiali da visione notturna, che una fonte statunitense interpellata da Reuters ha definito un «game changer». Tra le armi da fuoco attualmente in possesso dei talebani preoccupano soprattutto i fucili M16, molto potenti e precisi e noti per essere molto semplici da usare (molto di più dei fucili sovietici precedentemente posseduti dai talebani).

Fucili M16 dell’esercito americano a Kabul, nel 2012 (Daniel Berehulak/Getty Images)

Armi di questo tipo, tra l’altro, sono arrivate in Afghanistan in grandi quantità nel corso dell’occupazione americana: si parla di centinaia di migliaia di unità, e anche se non si sa quante di queste armi siano attualmente nelle mani dei talebani, possono dar loro un grande vantaggio contro le forme di resistenza locali.

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