Le cose che ha detto Ferruccio Amendola

«Ma dici a me?» e le altre battute più celebri pronunciate da uno dei più grandi doppiatori del cinema italiano, morto 20 anni fa

(ARCHIVIO/ANSA/JI)
(ARCHIVIO/ANSA/JI)

La voce che la maggior parte degli italiani attribuisce a Robert De Niro, Al Pacino, Dustin Hoffman e Sylvester Stallone è di una sola persona, uno dei più grandi doppiatori della storia del cinema italiano: Ferruccio Amendola, che morì il 3 settembre del 2001, vent’anni fa.

Nato a Torino nel 1930 in una famiglia di attori e commediografi, cresciuto poi a Roma, dopo un esordio da attore Amendola si diede al doppiaggio giovanissimo, dando la voce al bambino Marcello (Vito Annichiarico) in Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945). Dagli anni Settanta in poi sarebbe diventata la sua carriera principale, grazie a una voce formidabile e anche alla fortuna di aver doppiato dei giovani attori che sarebbero diventati tra i più famosi della storia del cinema.

Il primo film in cui doppiò De Niro fu Ciao America! del 1968, il terzo della sua carriera e forse il primo a dargli una vera visibilità. Successe quasi la stessa cosa con Pacino, che Amendola doppiò per la prima volta in Panico a Needle Park del 1971, il film grazie al quale sarebbe stato scelto da Francis Ford Coppola per Il Padrino. Nel 1970 aveva doppiato Stallone nel suo primo ruolo da protagonista, in Fuga senza scampo. Quando per la prima volta lavorò al doppiaggio di Hoffman, nel 1969 in Un uomo da marciapiede, l’attore americano era invece già famoso da un paio d’anni per Il laureato.

Nella sua lunga carriera, Amendola doppiò una lunga serie di altri grandi attori, da Clint Eastwood a Harvey Keitel, e peraltro fu la voce italiana di Christopher Lloyd nel primo Ritorno al futuro. L’altra grande cosa per cui è famoso Amendola, poi, è aver doppiato in quasi tutti i suoi film Tomas Milian, l’attore cubano dei poliziotteschi e degli spaghetti western degli anni Settanta, celebre soprattutto per il personaggio di er Monnezza. Doppiò anche Bill Cosby nella versione italiana della sitcom I Robinson. Amendola, che peraltro è il padre dell’attore e conduttore Claudio, morì a Roma nel 2001 per un tumore alla gola.

Alcune delle frasi più celebri della storia del cinema, dal dialogo di De Niro allo specchio in Taxi Driver alla scena finale di Pacino in Scarface, sono quindi per la maggior parte degli italiani pronunciate da Amendola. Queste sono alcune.

«Ma dici a me?» (Robert De Niro, Taxi Driver, 1976)

«Questo rende possibile viaggiare nel tempo: il flusso canalizzatore» (Christopher Lloyd, Ritorno al Futuro, 1985)

«In città sei tu la legge, qui sono io» (Sylvester Stallone, Rambo, 1982)

«Sono andato a letto presto» (Robert De Niro, C’era una volta in America, 1984)

«Sono stato un uomo migliore con te come donna di quanto lo sia stato con le altre donne come uomo» (Dustin Hoffman, Tootsie, 1982)

«Sei solo chiacchiere e distintivo» (Robert De Niro, Gli intoccabili, 1987)

«Salutatemi il mio amico Sosa» (Al Pacino, Scarface, 1983)

«È come il cane di Mustafà» (Tomas Milian, Squadra antitruffa, 1977)