Il principe Felipe e la principessa Letizia di Spagna assistono a un'esibizione di "siblo" in visita a La Gomera nel 2012 (EPA/ Carlos Fernandez, via ANSA)

L’isola delle Canarie dove si può parlare fischiando

Alla Gomera c'è un linguaggio antico costruito su diversi tipi di fischi di varia lunghezza e intensità: si chiama "silbo gomero"

Il principe Felipe e la principessa Letizia di Spagna assistono a un'esibizione di "siblo" in visita a La Gomera nel 2012 (EPA/ Carlos Fernandez, via ANSA)

Nell’arcipelago spagnolo delle Canarie, nell’oceano Atlantico, c’è un’isola che pur essendo relativamente sconosciuta è uno dei circa 70 posti del mondo dove si usa ancora un particolarissimo metodo di comunicazione: quest’isola è La Gomera, e quasi tutti i suoi 22mila abitanti conoscono la sua tipica lingua fischiata, il “silbo gomero”. È un linguaggio costruito su diversi tipi di fischi di varia lunghezza e intensità, e serve per lo più per comunicare in territori montuosi e isolati, anche a lunghe distanze; ha un’origine molto antica e dal 1999 viene insegnato anche nelle scuole, affinché non venga perso.

Il silbo gomero è la lingua fischiata più studiata tra quelle conosciute al mondo e nel 2009 è stato dichiarato Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO. È un linguaggio che si adatta particolarmente all’orografia della Gomera, che come tutte le isole dell’arcipelago dell’oceano Atlantico è caratterizzata da moltissimi rilievi di origine vulcanica. In questo senso, il silbo – che in spagnolo significa appunto “fischio” –nacque per permettere a due interlocutori di comunicare da due luoghi diversi, sfruttando le gole naturali che separano una montagna dall’altra e consentono di diffondere il suono anche fino a tre chilometri di distanza.

In passato serviva per coordinarsi sulla gestione delle mandrie e delle coltivazioni o per avvisare di eventuali pericoli, mentre oggi viene utilizzato per lo più in situazioni di emergenza, per esempio se non prende il telefono. Come ha raccontato a BBC l’ex insegnante Eugenio Darias, considerato uno dei “fischiatori” più esperti della Gomera, utilizzandolo «si risparmiava un sacco di strada su e giù per i monti».

Il silbo si basa su due suoni che sostituiscono le cinque vocali dell’alfabeto spagnolo e quattro che corrispondono a tutte le consonanti: vocali e consonanti si distinguono in base alla durata e all’intonazione dei fischi, che permettono di esprimere in totale circa 4mila parole. Ci sono diverse tecniche per comunicare attraverso il silbo, ma solitamente i fischi vengono modulati con un dito piegato e inserito dentro alla bocca e usando l’altra mano per amplificare il suono.

L’origine del silbo gomero è molto dibattuta. Secondo i libri di storia risale almeno al 1402, l’anno in cui ebbe inizio la conquista delle Isole Canarie da parte della Spagna; altri storici invece sostengono che sia ancora più antico, e che potrebbe avere avuto un percorso simile a quello della lingua fischiata turca, che nacque circa 500 anni fa nell’Impero Ottomano e poi si diffuse anche in altre regioni del mar Nero.

In particolare, diversi studiosi fanno risalire questo linguaggio ai guanci, ovvero gli abitanti aborigeni delle Canarie. Una ricerca del 2019 basata sul DNA ha evidenziato infatti che i primi guanci erano di origine berbera, discendevano cioè dalla popolazione che circa 3mila anni fa abitava in diverse regioni del Nord Africa, e che tra le altre cose comunicava anche attraverso i fischi.

L’ipotesi più condivisa oggi è che il silbo fosse pre-esistente e che con la conquista spagnola si fosse adattato alla lingua dei colonizzatori per poi diffondersi anche nelle altre isole dell’arcipelago ed essere infine lentamente dimenticato. 

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Alla Gomera il silbo continuò a essere molto usato fino agli anni Cinquanta, prevalentemente tra gli agricoltori e i pastori. In seguito, con il progressivo abbandono delle campagne e la diffusione delle linee telefoniche anche nei posti più remoti, cominciò a essere sempre meno comune, perché semplicemente non serviva più. Con l’avvento dei cellulari e di internet rischiò di scomparire del tutto, ma dalla fine degli anni Novanta vennero avviate una serie di iniziative per preservarne il valore culturale.

Oltre a La Gomera, oggi il silbo è parlato soltanto su un’altra isola delle Canarie: El Hierro, la più piccola di tutte, dove viene usato sporadicamente dagli abitanti più anziani. Di recente è stato celebrato attraverso un’installazione posata al belvedere della città di Igualero, che replica il movimento delle mani nel silbo, e da un film noir del 2019 chiamato proprio La Gomera: l’isola dei fischi.

 

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