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  • lunedì 26 Luglio 2021

Un nuovo video mostra l’assessore di Voghera Massimo Adriatici parlare con un testimone alla presenza di un carabiniere, subito dopo aver sparato a Youns El Bossettaoui

L’agenzia di stampa LaPresse ha pubblicato un nuovo video che mostra parzialmente quello che è successo martedì 20 luglio dopo che Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza di Voghera (provincia di Pavia), ha ucciso con un colpo di pistola Youns El Bossettaoui, un cittadino marocchino di 39 anni.

Il video, girato da un testimone, dura pochi secondi: si vede l’assessore Adriatici che cammina con il cellulare in mano e che a un certo punto, rivolgendosi a un testimone che sta parlando con un carabiniere, dice: «Hai visto che ha fatto per darmi un calcio in testa? L’importante è quello, che hai visto che stava dandomi un calcio in testa». La Presse scrive anche che secondo quanto ha riferito un testimone, in quel momento l’assessore era ancora in possesso dell’arma.

Qualche giorno fa alcuni giornali italiani avevano pubblicato un primo video che mostra Bossettaoui avvicinarsi ad Adriatici, scambiare qualche parola e poi colpirlo in faccia. Subito dopo si vede Bossettaoui allontanarsi e uscire dall’inquadratura e si vede anche Adriatici che si rialza da terra.

Marco Romagnoli, legale della famiglia El Boussettaui, ha commentato il secondo video dicendo: «Io mi sento di dire che anche questo video fonda seri dubbi sulla conduzione delle indagini delle primissime fasi». E ancora: «Osservando le immagini che emergono da quest’ultimo video si rimane davvero senza parole. In primo luogo c’è un soggetto indagato che ha appena sparato a una persona e i carabinieri, senza ammanettarlo, gli consentono di passeggiare lungo la scena del crimine, di modificare potenzialmente elementi utili alla ricostruzione delle indagini: parla con i carabinieri come se nulla fosse successo, influenza palesemente il ricordo di un testimone».

Adriatici, assessore leghista alla Sicurezza di una giunta di centrodestra, avvocato penalista, ex sovrintendente di Polizia e docente di Diritto penale alla Scuola allievi agenti di polizia del Piemonte, si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa.

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