(DANILO SCHIAVELLA / ANSA / PAL)

Raffaella Carrà ne ha fatte proprio tante

Nella musica, in televisione e un po' anche al cinema, in Italia e in Spagna, quando c'era solo il bianco e nero e fino a pochi mesi fa

(DANILO SCHIAVELLA / ANSA / PAL)

Lunedì è morta Raffaella Carrà, il cui vero nome era Raffaella Maria Roberta Pelloni e che aveva da poco compiuto 78 anni. Nella sua carriera, Carrà è stata tantissime cose: in televisione, nel cinema, nella musica, nel costume e nella cultura, in Italia ma anche all’estero. Dagli anni Sessanta in poi, aveva attraversato mode, cambiato stili, generi e approcci; aveva innovato i costumi ed era stata in grado, come pochissimi altri, di essere a suo modo rivoluzionaria ma anche accogliente, capace di unire e di piacere a persone tra loro assai diverse, a generazioni molto distanti. «È stata la prima icona pop», scrisse nel 2008 la giornalista Irene Maria Scalise, «ma alle casalinghe è sempre piaciuta».

L’ombelico
Quando nel 1970 fu conduttrice insieme a Corrado del varietà Canzonissima, Carrà si fece molto notare perché nel cantare la sigla del programma, “Ma che musica maestro!”, mostrò l’ombelico, quando ancora nessuno l’aveva fatto in tv. «Per giorni le cronache non parlarono che di quell’ombelico e le polemiche furono infinite», ha scritto Repubblica.

Intervistata nel 2019 da Malcom Pagani per Vanity Fair, Carrà disse:

«Allora, l’ombelico. 1970. Mi portano un disegno. Ho i pantaloni bianchi, un toppino e l’ombelico scoperto. Al mare, in vacanza, con un paio di short, io mi vestivo più o meno così. Dov’era lo scandalo? Dove la provocazione? Era tutto pulito, senza secondi fini e non ho mai pensato alla censura né nessuno mi ha detto “Non si può”. Come sia nata ’sta leggenda non lo so».

Il cinema e Frank Sinatra
Già negli anni Sessanta, Carrà – diplomata presso il Centro sperimentale di cinematografia – aveva recitato per il cinema. Tra gli altri, nei film La lunga notte del ’43, I compagni di Mario Monicelli e nel film statunitense Il colonnello Von Ryan, insieme a Frank Sinatra. Ricordando il set di quel film, lei disse: «Venni scelta tra un sacco di attrici famose che avrebbero voluto recitare accanto a Frank. Era un gran signore, ma non conoscevo le sue canzoni. Andavo al juke-box e mettevo i Beatles. Era perplesso».

A Vanity Fair disse invece, a proposito di Sinatra: «era molto simpatico, ma non mi piaceva. Non volevo essere la pupa del gangster».

Il “tuca tuca”
È una canzone del 1971 scritta dal paroliere regista Gianni Boncompagni, molto famosa per il relativo ballo, che Carrà fece nel 1971 insieme a Enzo Paolo Turchi.

Anche in quel caso le parole, e ancor più la coreografia, si fecero notare, ed ebbero grande successo. Come ha scritto qualche mese fa il Guardian, in un articolo che l’ha definita «la popstar italiana che insegnò all’Europa la gioia del sesso», Carrà e Turchi dovettero fare il ballo in parte rivolti verso la telecamera «per mostrare alle famiglie italiane che non si stavano realmente accarezzando o palpeggiando». Ciononostante «fu il finimondo tra i benpensanti», ha scritto Repubblica.

In seguito, Carrà rifece quel ballo con Alberto Sordi.

Le tante altre canzoni
Sono molte le canzoni di Carrà ancora molto note dopo diversi decenni, almeno per qualche loro parola. Tra le tante: “Forte forte forte”, “Pedro”, “A far l’amore comincia tu”, “Fiesta”, “Tanti Auguri”, “Chissà se va” e “Rumore”, considerata «una delle prime canzoni di disco dance italiana». Di alcune esistono remix piuttosto recenti, come quello fatto dal DJ Bob Sinclair, che si ascolta nella Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

Già negli anni Settanta, comunque, Carrà cantò anche in inglese:

Con Mina
Nel 1974 Carrà condusse con Mina il programma televisivo del sabato sera “Milleluci”. Nel corso del programma, le due conduttrici duettavano e interagivano con i vari ospiti:

A Sanremo
Dopo esserne stata ospite alcuni anni prima, nel 2001 Carrà fu conduttrice del Festival di Sanremo, alternandosi sul palco con Megan Gale, Massimo Ceccherini, Enrico Papi e Piero Chiambretti; quell’edizione fu vinta da Elisa con “Luce (tramonti a nord est)” e tra gli ospiti ci fu anche il rapper Eminem. «Great performance, veramente», gli disse lei dopo che lui aveva cantato.

I fagioli
Tra le tante altre cose, Carrà è ricordata per la conduzione del programma “Pronto, Raffaella?”, che conteneva un gioco in cui si chiedeva al pubblico da casa di telefonare e indovinare quanti fagioli ci fossero in un barattolo di vetro. Il programma, inoltre, prevedeva interviste di vario tipo: a persone comuni o personaggi famosi. Tra gli altri, Carrà intervistò anche lo scrittore argentino Jorge Luis Borges.

Carramba
Negli anni Novanta, dopo aver fatto programmi in Spagna e dopo aver lavorato per un paio d’anni a quella che allora si chiamava ancora Fininvest, Carrà condusse sulla Rai i programmi “Carràmba! Che sorpresa” e “Carràmba! Che fortuna”. I titoli, insieme al loro seguito, fecero nascere il neologismo “carrambata”. Secondo Treccani, lo si può usare per una «situazione che ricorda momenti tipici» di quei programmi, in cui si creava un incontro tra persone che non si vedevano da tempo. Tra gli ospiti del programma ci fu anche Diego Armando Maradona.

Parlando a Vanity Fair del programma, Carrà disse che in un primo tempo le era stato proposto di condurlo, ma lei aveva rifiutato. Poi raccontò: «Ero in albergo a Madrid e dalla reception mi avvertono che c’è un pacco per me. Dentro la busta, un plico e una videocassetta. Accendo il VHS, la inserisco e comincio a piangere come un agnello. Chiamo Sergio [Japino, al tempo suo compagno]: “Ho trovato il mio programma”».

In Spagna
A proposito della fama di Carrà in Spagna, il Guardian ha scritto: «La Svezia aveva gli Abba, l’Italia aveva la Carrà». Di recente, inoltre, le canzoni di Carrà hanno fatto da colonna sonora alla commedia musicale spagnola Explota Explota.

Con Roberto Benigni
È un video piuttosto famoso, spesso riproposto:

Con tantissimi altri
Nella sua carriera Carrà fu comprensibilmente spesso intervistata. Tra gli altri, da Gianni Minoli:

E da David Letterman:

Lei intervistò anche Giulio Andreotti, al tempo ministro degli Esteri:

Un disco di Natale
È il suo ultimo, uscito nel 2018, intitolato Ogni Volta che è Natale.

Con Elio e le storie tese
A Carrà, comunque, capitò anche di cantare cose tra loro parecchio diverse, compresa «una canzone politica» con gli Elio e le storie tese.

In televisione, di recente
In tempi più recenti, Carrà era stata tra i giudici di “The voice of Italy” e, dal 2019, aveva condotto su Rai 3 il programma di interviste “A raccontare comincia tu”:

Nella sua carriera, insomma, cantando, ballando, presentando, intervistando o venendo intervistata, Carrà ha davvero fatto tanto: da sola e con tanti personaggi assai diversi, da Sinatra a Eminem, da Benigni a Maradona, da Mina a Maria De Filippi.

A Vanity Fair ricordò una cosa successa all’inizio della sua carriera, prima di fare tutte queste cose:

Avrò avuto vent’anni, non ero nessuno e non avevo fatto ancora niente. Mi trovai in uno studio televisivo davanti a un dirigente loquace ed entusiasta: “Lei è fortunata. La vede quella scalinata? La scenderà ogni settimana con un abito meraviglioso e una benda sugli occhi. Nell’ultima puntata se la toglierà per annunciare i premi della Lotteria Italia”. Lo guardai e poi dissi la mia: “Grazie, ma odio le scale, in giro ci sono almeno ottomila ragazze più belle di me e questa cosa può farla chiunque. Lei forse non lo sa, ma lo scoprirà: io sono bravissima”».

A proposito dei tanti discorsi ripresi in queste ore su come e quanto Carrà per certi versi aprì lo sguardo e le menti a un pezzo d’Italia, Pagani le disse: «Dicono [che] la Carrà ha rivoluzionato il costume», e lei rispose: «Lo dicono adesso, ma per decenni sono stata considerata quella dell’ombelico, del Tuca Tuca o dei fagioli. Adesso che ho 75 anni dicono che ho fatto la rivoluzione. […] Le posso dire la verità? Non sempre sono stata raccontata bene e, nello specifico, quella storia dei fagioli mi ha fatto due palle così».

Per chi vuole, oltre a poter riascoltare le sue canzoni, le tante cose televisive fatte da Carrà nella sua carriera si possono trovare su YouTube, oltre che su RaiPlay.