(AP Photo/Jenny Kane)

Perché su Amazon sono scomparsi alcuni grossi venditori

L'ipotesi è che fossero coinvolti in una estesa compravendita illegale di recensioni, scoperta da un sito di sicurezza informatica

(AP Photo/Jenny Kane)

Da sabato sui siti di Amazon di diversi paesi, tra cui l’Italia, sono scomparsi i prodotti di alcuni grossi venditori di tecnologia. Tra questi c’è Aukey, un marchio che vende soprattutto cuffie, caricatori, cavi e batterie portatili, noto per avere un ottimo rapporto qualità prezzo. A un utente che ha chiesto su Twitter dove fossero finiti i prodotti di Aukey, l’assistenza di Amazon ha risposto con una frase che sembra automatica e che rimanda alla pagina dell’azienda, dove però tutti i prodotti risultano non disponibili.

Si sospetta che la sospensione dei venditori sia legata alla scoperta di una grossa truffa basata sulla compravendita di recensioni e divulgata la settimana scorsa da alcuni esperti del sito di sicurezza informatica SafetyDetectives. Al Post, Amazon ha detto di non avere niente da dire sul motivo del provvedimento, che è stato condiviso solo coi venditori coinvolti.

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Le recensioni truffaldine non sono una novità per Amazon, che da anni cerca di contenerle introducendo regole sempre più stringenti e bloccando o facendo causa agli utenti e ai venditori coinvolti, quando li scopre. Ogni volta che emerge una truffa di questo tipo, infatti, può diminuire la fiducia dei clienti, che si basano spesso sulle recensioni per scegliere cosa acquistare. Individuare queste truffe però non è sempre facile e la scoperta di SafetyDetectives è avvenuta in modo piuttosto peculiare.

SafetyDetectives è un’organizzazione non profit che si occupa di ricerca e divulgazione in materia di sicurezza informatica. Il primo marzo un team di esperti del gruppo ha scoperto online un server con un database non protetto ― cioè accessibile senza bisogno di password ― contenente milioni di messaggi privati di circa 200mila utenti. Dopo cinque giorni il server è tornato inaccessibile.

Analizzando il database, SafetyDetectives ha scoperto un’organizzazione per la compravendita di recensioni che usa una tecnica già molto diffusa. I venditori pubblicano annunci con i prodotti che vorrebbero far recensire, e gli utenti interessati li acquistano su Amazon, lasciano una recensione a cinque stelle e poi mandano il link con la recensione ai venditori. Verificata la recensione, i venditori risarciscono l’utente dell’importo speso e gli lasciano tenere il prodotto come forma di compenso. Naturalmente, il risarcimento avviene tramite PayPal e non tramite il servizio di pagamenti di Amazon, per evitare di destare sospetti.

Il server scoperto da SafetyDetectives ha sede in Cina ma non è chiaro chi sia il proprietario: si ipotizza che appartenga a un servizio nato apposta per andare a caccia di utenti disposti a vendere recensioni (usando social network come Facebook e il cinese WeChat) e metterli in contatto con i venditori. All’interno dei messaggi scaricati dal server ci sono indirizzi mail, indirizzi PayPal, numeri di WhatsApp e Telegram e molte altre informazioni che potrebbero essere usate per risalire alle identità delle persone coinvolte.

SafetyDetectives ha spiegato come dai messaggi tra venditori e acquirenti emergano chiaramente alcune pratiche messe in atto per fare in modo che le recensioni siano credibili e per evitare di essere scoperti da Amazon. Per esempio, i venditori chiedono agli utenti di aspettare qualche giorno prima di scrivere la recensione e di farla di una certa lunghezza alludendo a certi specifici dettagli. Queste precauzioni vengono prese per sfuggire ai controlli di Amazon ma anche a quelli di alcuni servizi online, come Fakespot e ReviewMeta, nati apposta per analizzare le recensioni e individuare quelle inaffidabili.

– Leggi anche: Come riconoscere le recensioni false su Amazon (o almeno provarci)

Non si sa se Amazon sia venuto in possesso dei dati personali contenuti nel database (che SafetyDetectives non ha divulgato), ma il sospetto è che la sospensione di account come quello di Aukey, TomTop, Tacklife e altri marchi sia dovuta a questo. Il sito di tecnologia The Verge ha scritto che Aukey e Mpow non rispondono a richieste di commenti sull’accaduto. Già nell’articolo di SafetyDetectives si anticipava che Amazon avrebbe potuto cancellare tutte le recensioni dei prodotti coinvolti nella truffa, toglierli dal sito, sospendere gli account dei venditori e interrompere i pagamenti in sospeso. Inoltre, nei paesi in cui la legge considera la compravendita di recensioni un reato che danneggia i diritti dei consumatori, Amazon potrà decidere di procedere per vie legali.

Anche per i singoli utenti “venditori di recensioni” le conseguenze possono variare: quelli che hanno lasciato migliaia di recensioni potrebbero dover pagare multe, mentre quelli che riusciranno a dimostrare di essere stati ingannati potrebbero cavarsela con molto meno. Sempre che vengano perseguiti.

SafetyDetectives non esclude infatti che molti utenti coinvolti nella truffa fossero inconsapevoli di quello che stavano facendo. I venditori usano un linguaggio molto professionale e non avvisano mai gli utenti del fatto che la compravendita di recensioni è illegale. Gli utenti possono facilmente essere confusi da queste comunicazioni perché online esistono anche piattaforme che permettono a chi vuole ― in modo legale ― di ricevere gratuitamente dei prodotti a casa in cambio di recensioni su Amazon o su altri e-commerce. Fanno parte del sistema del cosiddetto tryvertising, che si potrebbe tradurre con “prova e pubblicizza”, o word of mouth marketing, cioè marketing del passaparola. La differenza rispetto al traffico illecito di recensioni a pagamento è che in questi casi non c’è uno scambio di soldi e gli utenti non sono obbligati a scrivere recensioni positive.

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