(EPA/ROBERT PERRY)
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  • domenica 9 Maggio 2021

In Scozia hanno vinto gli indipendentisti

Il partito della prima ministra Nicola Sturgeon ha ottenuto quasi la metà dei seggi al Parlamento locale, e ​confermato che chiederà un secondo referendum al governo centrale

(EPA/ROBERT PERRY)

Nella notte fra sabato e domenica si è concluso lo scrutinio delle elezioni locali nel Regno Unito. Il voto più seguito, sia dentro sia fuori dal Regno Unito, era quello per rinnovare il Parlamento regionale scozzese. Il risultato è stato più o meno quello che si attendevano gli osservatori: il Partito Nazionale Scozzese della prima ministra uscente Nicola Sturgeon, di centrosinistra, ha vinto con grande distacco ottenendo 64 seggi sui 129 disponibili.

L’altro partito a favore dell’indipendenza dal Regno Unito, i Verdi, sono arrivati quarti con 8 seggi: significa che al Parlamento scozzese esiste una maggioranza esplicitamente a favore dell’indipendenza, e più ampia rispetto a quella uscita dalle scorse elezioni (72 seggi contro 69). Al secondo posto sono arrivati i Conservatori, con 31 seggi, mentre i Laburisti hanno ottenuto un risultato deludente in linea col voto nel resto del Regno Unito.

Poco dopo i risultati, Sturgeon ha confermato la sua intenzione di chiedere un nuovo referendum sull’indipendenza al governo centrale, dopo quello fallito del 2014, che a suo dire dovrà tenersi alla fine della pandemia da coronavirus: «non esiste alcuna giustificazione democratica con cui il primo ministro britannico Boris Johnson possa bloccare il diritto degli scozzesi di scegliere il proprio futuro», ha detto Sturgeon.

Anche all’inizio della pandemia, Sturgeon era stata lodata come una delle leader europee che avevano gestito meglio l’emergenza sanitaria. Il consenso crescente di Sturgeon e dell’SNP aveva inoltre gonfiato la quota di scozzesi favorevoli all’indipendenza dal Regno Unito, causa che nell’autunno del 2020 – in corrispondenza delle preoccupazioni per l’imminente uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea – aveva raggiunto il suo picco storico.

Nei mesi successivi però la tendenza aveva iniziato a invertirsi: sia per un complicato scandalo politico che riguardava il suo predecessore Alex Salmond sia per gli ottimi risultati della campagna vaccinale ottenuti dal governo centrale di Boris Johnson. Dall’inizio della primavera l’SNP aveva perso quasi 10 punti nei sondaggi, tanto che circolavano estesi dubbi sul fatto che potesse anche solo confermare il risultato delle scorse elezioni, quando ottenne 63 seggi.

Il partito invece ha tenuto in buona parte della Scozia, e ora resta da capire soprattutto se trasformerà la sua alleanza informale coi Verdi in una coalizione stabile di governo, anche in vista della richiesta al governo centrale di indire un nuovo referendum: lo Scotsman fa notare che l’SNP e i Verdi sono distanti soprattutto sul tema della sostenibilità ambientale, su cui i Verdi hanno da anni un approccio più convinto.

L’altra notizia della serata è stata l’elezione della prima donna che appartiene a una minoranza etnica al Parlamento scozzese: Kaukab Stewart, un’insegnante di origini pakistane eletta a larga maggioranza in una circoscrizione di Glasgow.

Dopo la notizia del buon risultato dell’SNP alle elezioni in Scozia, il primo ministro britannico Boris Johnson ha ribadito di non avere intenzione di concedere un nuovo referendum sull’indipendenza, mentre i Conservatori hanno sottolineato che sommando i voti assoluti ottenuti dai vari partiti gli scozzesi favorevoli e contrari all’indipendenza sono più o meno pari, cosa che a loro dire non giustificherebbe un nuovo referendum.