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  • venerdì 1 Gennaio 2021

In Norvegia si cercano ancora i dispersi dopo la grande frana di mercoledì

In Norvegia sono ancora in corso le ricerche dei dispersi dopo la grande frana di mercoledì scorso nel paese di Gjerdrum, 25 km a nord di Oslo. Secondo la polizia, tra il fango le macerie delle case distrutte dalla frana potrebbero esserci ancora 10 persone, di cui non si hanno notizie certe da mercoledì e sulle cui generalità le autorità non hanno dato informazioni precise. La frana ha distrutto 30 case nella località di Ask e il terreno è ancora molto instabile, rendendo molto complicate le operazioni di soccorso. A rendere le cose ancora più difficili ci sono le temperature bassissime, il terreno ghiacciato difficile da scavare, la neve copiosa caduta negli ultimi giorni e le poche ore di luce solare che ci sono in questa stagione in Norvegia.

I soccorritori non possono camminare in sicurezza sulla terra smossa dalla frana. Le ricerche si fanno con l’aiuto di elicotteri e droni con sensori termici per cercare i sopravvissuti. Altri soccorritori provano a spostarsi sulla terra franata creando dei percorsi con tavole di polistirolo che rendano più sicuri i movimenti; l’esercito ha messo a disposizione un veicolo in grado di creare una sorta di ponte con cui raggiungere in sicurezza le zone di scavo: il mezzo è tuttavia molto pesante e per ora il suo utilizzo nei pressi della frana non è stato possibile.

Il salvataggio di un cane durante le operazioni di soccorso (Fredrik Hagen / NTB)

La frana è stata una delle più gravi avvenute in Norvegia nella storia recente e ha costretto le autorità ad evacuare quasi mille persone che vivevano nella zona di maggior pericolo di Gjerdrum. La superficie franata è di circa 300 metri di larghezza e 700 metri di lunghezza, ma i margini della frana stanno cedendo e secondo le autorità questo potrebbe portare al crollo di altre case. Nelle ultime ore si è saputo che la zona della frana era stata oggetto di uno studio geologico nel 2005, quando era stata descritta come ad alto rischio di frane. Nel 2008 erano tuttavia state costruite altre case.

(Fredrik Hagen / NTB)