Il 2020 in 101 prime pagine

L'anno più diverso di tutti ha invece reso le prime pagine dei quotidiani più uguali, ma ci sono storie da recuperare

Anche gli anni passati abbiamo concluso l’anno commentando un certo impoverimento delle prime pagine dei quotidiani, che il Post pubblica in una rassegna quotidiana mattutina dal 2011. Rischiamo di suonare quelli per cui tutto peggiora, in effetti. Però è anche l’impressione che un po’ abbiamo avuto a rivedere le oltre dodicimila prime pagine che il Post ha pubblicato quest’anno, per scegliere il centinaio più rappresentativo.

La sensazione è che da una parte ci sia stato un generale ritiro dalla creatività occasionale degli anni passati – quella che una volta ogni tanto sceglie una soluzione grafica diversa, un’immagine a tutta pagina, un titolo anomalo – e dall’altra che la pandemia abbia occupato comprensibilmente una grandissima quantità dei giorni, limitando anche gli spazi eventualmente dedicati ad altre grosse notizie. La pandemia stessa, per giunta, ha creato dei format di titolazione spesso ripetitivi (i virgolettati degli scienziati o dei responsabili, le ipotesi continue sulle chiusure e sulle regole, le variazioni dei numeri dei contagi) senza invenzioni formali che si adeguassero all’eccezionalità della storia.

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Ma fatta questa premessa, lo sfoglio della selezione di fine anno ha comunque molto da raccontare: sia su che anno sia stato, sia su come lo abbiano raccontato i quotidiani maggiori (le due cose non sempre si sovrappongono).

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Le prime pagine del 2020, raccontate da Luca Sofri e Francesco Costa:

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