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  • lunedì 30 Novembre 2020

Gli agenti accusati dell’aggressione a Michel Zecler sono indagati per «violenza» e «falso»

I quattro agenti della polizia francese accusati dell’aggressione a Michel Zecler sono indagati per «violenza commessa da pubblico ufficiale» e «falsificazione di atto pubblico», per le accuse di violenze nei confronti di Zecler e per il sospetto che abbiano mentito nel rapporto ufficiale compilato dopo l’arresto di Zecler, compiuto la settimana scorsa a Parigi.

I quattro agenti accusati sono coinvolti in uno dei casi più discussi in Francia negli ultimi giorni, iniziato sabato 21 novembre con l’arresto a Parigi di Michel Zecler. Secondo la polizia, Zecler era stato inizialmente fermato perché non indossava la mascherina in un luogo pubblico ma era poi stato arrestato per aver aggredito e insultato gli agenti. Un video pubblicato la settimana scorsa sembra però mostrare che siano stati gli agenti ad aggredire Zecler, picchiandolo con estrema violenza e apparentemente senza motivo, per poi arrestarlo con un uso incredibilmente sproporzionato della forza. Dopo la pubblicazione del video, gli agenti sono stati inizialmente sospesi, poi arrestati e ora sono formalmente indagati: due di loro resteranno in carcere.

Tre agenti, i primi che erano intervenuti per l’arresto di Zecler, sono stati accusati di «violenza commessa da pubblico ufficiale» e «falsificazione di atto pubblico»; il quarto agente indagato è accusato solo di «violenza commessa da pubblico ufficiale»: non ha preso parte al pestaggio di Zecler, ma è quello che ha gettato una granata di gas lacrimogeno nella stanza dove si trovava Zecler per costringerlo a uscire.

L’aggressione a Zecler è stata definita «vergognosa» dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha chiesto al suo governo di presentare presto delle misure contro la violenza e le discriminazioni da parte della polizia. È un tema di cui si discute da tempo in Francia e che è alla base delle grandi manifestazioni di questo fine settimana contro una nuova legge sulla sicurezza che potrebbe limitare la diffusione di video che documentano abusi da parte della polizia.