Arianespace ha fallito nel portare in orbita due satelliti europei

Un razzo Vega della società spaziale francese Arianespace ha subìto un malfunzionamento poco dopo il lancio, causando la perdita di due satelliti europei. Il problema si è verificato circa 8 minuti dopo il lancio, effettuato dal centro spaziale di Kourou nella Guiana Francese, poco prima dell’una di notte (ora italiana). Vega è alto circa 30 metri ed è formato da quattro sezioni (stadi), che si separano l’una dall’altra man mano che il razzo aumenta la propria altitudine nel viaggio verso l’orbita terrestre. Il volo è proseguito normalmente fino alla separazione del quarto stadio, poi qualcosa è andato storto e i responsabili della missione hanno dichiarato perso il razzo e il suo carico.

Le cause del malfunzionamento non sono ancora chiare, ma Arianespace dovrebbe fornire ulteriori informazioni nelle prossime ore, terminate le verifiche sui dati raccolti dai suoi sistemi. Vega stava trasportando il satellite francese TARANIS per l’osservazione di fenomeni negli strati più alti dell’atmosfera e SEOSAT-Ingenio, il primo satellite della Spagna progettato per l’osservazione della Terra nell’ambito del progetto Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Vega (Vettore Europeo di Generazione Avanzata) è stato sviluppato grazie a una collaborazione tra ESA e Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il suo sviluppo tecnico è dipeso da ELV, società partecipata al 30 per cento da ASI e per il restante 70 per cento da Avio, una delle più importanti aziende aerospaziali in Europa.

A luglio del 2019 un altro razzo Vega aveva fallito la messa in orbita di un satellite per conto degli Emirati Arabi Uniti: le successive analisi avevano rivelato il malfunzionamento di uno dei motori del razzo. Arianespace aveva ripreso i lanci lo scorso settembre, per portare in orbita una cinquantina di piccoli satelliti, senza che fossero rilevati problemi. Arianespace insieme all’ESA e ai suoi partner sta sviluppando una versione aggiornata di Vega (Vega C), che dovrebbe consentire di trasportare in orbita carichi più grandi dell’attuale, fino a 2,3 tonnellate.

(ESA/CNES/Arianespace – S. Martin)