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  • martedì 3 Novembre 2020

I dati sul coronavirus in Italia di oggi, martedì 3 novembre

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati rilevati 28.244 nuovi casi positivi da coronavirus e 353 morti a causa del COVID-19. Le persone attualmente ricoverate sono 23.339 (1.477 in più rispetto a ieri), di cui 2.225 nei reparti di terapia intensiva (203 in più di ieri) e 21.114 ricoverate con sintomi (1.247 in più di ieri). Sono stati analizzati 182.287 tamponi e testate 109.932 persone. È risultato positivo il 15,5 per cento dei tamponi di cui è stato comunicato il referto. Ieri i contagi registrati erano stati 22.253, i decessi 233.

Il maggior numero di nuovi casi positivi è stato rilevato in Lombardia (6.804). Seguono Piemonte (3.169), Campania (2.971), Toscana (2.336), Veneto (2.298), Lazio (2.209) e Emilia-Romagna (1.912).

Le province in cui è stato accertato il numero maggiore di casi sono Milano (2.829), Torino (1.987), Roma (1.693), Napoli (1.571), Varese (1.192), Caserta (994), Genova (797), Bari (716), Treviso (576), Firenze (577) e Bolzano (495).

Le principali notizie di oggi

Le cose da sapere sul coronavirus

  • Oggi si dovrebbe tenere l’incontro fra governo e regioni, in cui si dovranno discutere le nuove misure che saranno contenute nel prossimo DPCM e in particolare le restrizioni previste in base all’inserimento delle stesse regioni nelle diverse fasce di rischio. La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha detto di confidare che il DPCM venga firmato entro stasera, e che questo non prevedrà «un lockdown rigido, ma sarà simile al modello tedesco: si cercherà di decidere misure basate sulle zone».
  • Dopo i medici lombardi, anche quelli piemontesi denunciano «una situazione ospedaliera drammatica, quasi fuori controllo». Il segretario di Cimo (Coordinamento italiano medici ospedalieri) Piemonte, Sebastiano Cavalli, che è attualmente ricoverato sotto osservazione all’ospedale di Verduno, in provincia di Cuneo, ha detto che i medici piemontesi avevano chiesto «sin da giugno, in vista di una possibile nuova ondata del contagio, di prevedere un adeguato piano di gestione della pandemia, riorganizzando le strutture sanitarie piemontesi, cercando di aumentare il numero di medici e infermieri, rivedendo la gestione del triage». Ma oggi dichiarano che «nulla di tutto questo è stato fatto».
  • La giunta della provincia autonoma di Bolzano ha dichiarato «zona rossa» 11 comuni tra cui il capoluogo. Si tratta, oltre a Bolzano, di Vadena, Braies, Velturno, Villabassa, Meltina, Vipiteno, Egna, Nova Levante, Ponte Gardena e Nalles. Le ordinanze provinciali prevedono che dal 5 novembre e per due settimane tutte le scuole passino alla didattica a distanza, vengano chiuse le scuole d’infanzia e gli asili nido e chiudano anche i servizi alla persona, come parrucchieri ed estetisti. Inoltre, si potrà entrare ed uscire da questi comuni solo per comprovati motivi di lavoro o di salute.
  • Dalla mattina del 3 novembre, e per una settimana, sono “zona rossa” anche i comuni di Vittoria (Ragusa) e Centuripe (Enna), in Sicilia. Sono chiuse tutte le scuole e sono sospese fiere, sagre e mercati rionali. È vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, ad eccezione nei casi in cui si debba raggiungere il luogo di lavoro, o per l’acquisto di generi alimentari e di beni di prima necessità, o per motivi di salute.

Una donna con la mascherina passa davanti a uno dei murales dedicati ai sanitari dell’ospedale Sacco di Milano, il 3 novembre 2020 (ANSA / Andrea Fasani)