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  • Giovedì 27 agosto 2020

Si è dimesso il commissario europeo al commercio Phil Hogan

Da giorni si era scoperto che aveva partecipato a una festa con altri politici nonostante le restrizioni per il coronavirus

(EP/Emilio Gomez)
(EP/Emilio Gomez)

Ieri sera il commissario al Commercio della Commissione Europea, l’irlandese Phil Hogan, si è dimesso dopo essere stato coinvolto per giorni in un caso attorno alla sua partecipazione a una festa nei dintorni di Galway, in Irlanda. La festa, a cui hanno partecipato numerosi politici irlandesi, si è tenuta nonostante il giorno prima il governo avesse emesso restrizioni più stringenti sugli assembramenti per via della pandemia. Nei primi giorni della polemica Hogan aveva anche mentito sui suoi spostamenti precedenti e successivi alla festa (sembra che non abbia rispettato le due settimane di quarantena imposta a chi arriva in Irlanda dall’estero).

– Leggi anche: Il commissario europeo al Commercio è nei guai

Dopo varie pressioni da parte del governo irlandese e un’indagine interna aperta dalla Commissione Europea, Hogan ha spiegato che la sua figura era diventata «una distrazione» per la Commissione.

https://twitter.com/PhilHoganEU/status/1298718652368187394

Hogan ha 60 anni ed era uno dei commissari più esperti e influenti della Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen. Dopo avere ricoperto vari ruoli nel governo irlandese per conto di Fine Gael – uno dei due partiti di centrodestra più popolari nel paese, assieme a Fianna Fáil – era entrato nella Commissione nel 2014, quando diventò commissario all’Agricoltura. L’anno scorso era stato promosso al Commercio, un incarico molto più delicato e influente, dato che l’Unione Europea detiene la competenza per stringere accordi commerciali per conto dei 27 paesi dell’Unione. Qualche mese fa si era candidato senza successo alla guida del WTO, l’organizzazione che regola il commercio internazionale.

Una fonte della Commissione ha detto a Politico che nell’accettare le dimissioni di Hogan, von der Leyen è stata probabilmente motivata da tre fattori: la scarsa trasparenza di Hogan sui suoi spostamenti; la necessità che la Commissione dia il buon esempio sulle pratiche decise dai governi per contrastare la pandemia; e la pressione sulle istituzioni europee, accusate più volte negli scorsi anni di non assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e dei propri comportamenti, per quanto discutibili (le dimissioni di un commissario sono un fatto rarissimo).

In seguito alle dimissioni di Hogan, von der Leyen sarà costretta a un piccolo rimpasto: non è ancora chiaro se la delega al Commercio rimarrà all’Irlanda – si parla già di un paio di candidati, fra cui l’ex ambasciatore dell’UE negli Stati Uniti e l’attuale ministro della Difesa irlandese – oppure se promuoverà un commissario che al momento ha un’altra delega. Nei prossimi mesi il commissario al Commercio dovrà gestire soprattutto i negoziati per un nuovo accordo commerciale col Regno Unito dopo Brexit.