Le elezioni parlamentari in Sri Lanka sono state vinte dal partito di governo

(AP Photo/Eranga Jayawardena)
(AP Photo/Eranga Jayawardena)

Le elezioni parlamentari in Sri Lanka, che si sono svolte mercoledì 5 agosto, sono state vinte dal Fronte popolare dello Sri Lanka (SLPP), il partito del presidente Gotabaya Rajapaksa e del primo ministro Mahinda Rajapaska, fratello del presidente. Il partito dei fratelli Rajapaska ha ottenuto 145 dei 225 seggi a disposizione, ma nella prossima legislatura potrà contare anche su diversi alleati di governo che gli potranno permettere di governare con facilità. Il risultato delle elezioni era piuttosto scontato, anche a causa della fragilità dei partiti avversari: il principale partito di opposizione, guidato da Sajith Premadasa, figlio dell’ex presidente Ranasinghe Premadasa, assassinato nel 1993, ha ottenuto solo 54 seggi.

La dinastia Rajapaksa

I Rajapaska sono una delle dinastie politiche più importanti dello Sri Lanka: oltre a Gotabaja e Mahinda, gli altri loro fratelli hanno tutti avuto importanti ruoli politici o amministrativi.

Il presidente Gotabaya Rajapaksa è un personaggio controverso, da tempo coinvolto in vicende di frode e corruzione e con posizioni vicine ai militanti buddisti, noti per le loro violenze contro la minoranza musulmana. Lo scorso marzo Rajapaska aveva sciolto il parlamento, la cui maggioranza era formata da membri dell’opposizione, perché a suo giudizio il suo potere era troppo limitato e non poteva operare liberamente (la Costituzione gli consentiva di farlo perché il mandato del parlamento sarebbe scaduto entro sei mesi).

Mahinda Rajapaksa, invece, è il personaggio politico più noto e autorevole degli ultimi anni. È stato accusato di corruzione e di aver imposto una sorta di culto della personalità nei suoi confronti; fu presidente tra il 2005 e il 2015, ovvero il periodo in cui, dopo gli ultimi e sanguinosi conflitti con il movimento delle Tigri Tamil, il governo risolse la secolare guerra civile contro la minoranza Tamil.