( Chung Sung-Jun/Getty Images)

Come scegliere il cocomero

Un po' di consigli per capire quando è dolce e maturo, e poi su come tagliarlo e mangiarlo

( Chung Sung-Jun/Getty Images)

Insieme ai gelati, alla spiaggia e al mare, il cocomero (anguria, melone d’acqua, pateca, citrone o comunque vogliate chiamarlo) è uno dei simboli dell’estate e delle vacanze. Il cocomero – o citrullus lanatus, stando al suo nome latino – è in realtà una falsa bacca (falsa perché non deriva solo dalla trasformazione dell’ovario ma anche di altre parti del fiore), come anche le banane e i mirtilli; in particolare è un peponide, cioè una falsa bacca della famiglia delle Cucurbitaceae, come anche i cetrioli e i meloni. Al di là dei tecnicismi, questi sono un po’ di consigli su come scegliere il cocomero migliore, maturo e zuccherino al punto giusto.

– Leggi anche: La guerra dei gelati

Quando e come
Per prima cosa compratelo di stagione, cioè da maggio a settembre. Sceglietelo intero e fate attenzione alla forma: i cocomeri maschio sono più allungati e acquosi, le femmine sono più tondi e dolci.

Osservate la buccia
La buccia deve essere scura e opaca: se è verde e lucida il frutto non è maturo. Le striature devono essere ravvicinate e ben definite: verde scuro anziché verde pallido, e color crema anziché giallino.

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Ascoltate che suono fa
Date dei colpetti sulla buccia: il cocomero è maturo se il suono è vuoto e sordo.

Non preoccupatevi delle macchie
Molti cocomeri hanno una specie di ammaccatura giallastra e piana. Non scartateli, è soltanto il punto di appoggio del frutto sul terreno. Il colore deve essere giallo e cremoso, se è biancastro o giallo pallido significa che è stato colto troppo presto e non ha avuto il tempo di maturare.

Osservate il picciolo
Il picciolo deve essere secco e marrone, se è verde e succoso significa che è il frutto è stato staccato dalla pianta troppo presto.

Prendete quello più pesante
A parità di dimensioni, scegliete quello più pesante: ha una maggiore quantità d’acqua ed è più dolce.

Come tagliarlo
Si può tagliare a palline, scavandolo con la paletta del gelato, o in rondelle sottilissime da usare come carpaccio, ma il taglio più comodo resta in spicchi: ecco un metodo semplice e sicuro per farli.

Per prima cosa lavate la buccia per togliere lo sporco e gli eventuali batteri. Asciugate il cocomero, mettetelo su un tagliere e prendete un coltello dalla lama affilata e lunga possibilmente quanto la larghezza dell’anguria.

Tenete fermo il cocomero con una mano e con l’altra tagliate le due estremità fino a far comparire il rosso della polpa. Ora appoggiate il cocomero su una estremità e formate una base stabile. Poi tagliate il frutto in quattro quarti nel senso della larghezza e tagliate poi ogni quarto in spicchi larghi 2-3 centimetri alla buccia.

Anche se il modo più comune di mangiare il cocomero è in fette, per merenda o a fine pasto, ci sono molti altri modi di usarlo in cucina, per esempio in sorbetti, granite e dolci. Uno molto semplice da preparare prevede di suddividere il cocomero in spicchietti, infilare a ognuno un bastoncino da gelato e poi intingere la punta nel cioccolato fuso; lasciatelo rapprendere in frigo per qualche minuto, poi il dolcetto sarà pronto.

Il cocomero è sempre più spesso usato in piatti salati, per creare un po’ di contrasto di sapore. Per esempio tagliatelo a cubetti, eliminate i semi e aggiungete feta sbriciolata, qualche cucchiaio d’olio, un po’ di sale e qualche fogliolina di menta: è la base di un’insalata che potete servire così o aggiungendo altri ingredienti a piacere, come le olive, la cipolla e i semi di zucca. Oppure tagliate il cocomero in spicchi, grigliateli e condite con succo di lime e coriandolo o di nuovo olio, sale e bocconcini di mozzarella.

Potete anche riutilizzare i semi anziché buttarli, come si fa in molti paesi dell’Asia e del Medio Oriente. Tostateli al forno con olio e sale a 160 gradi per 15-20 minuti, oppure fateli saltare in padella con un po’ d’olio finché non rilasciano profumo, e poi salateli. Si mangiano da soli come snack, aggiunti alle insalate o nella granola.