La procura di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio di 24 persone per il cosiddetto “caso Bibbiano”

(ANSA/ TOMMASO ROMANIN)
(ANSA/ TOMMASO ROMANIN)

La procura di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone rispetto al caso dei presunti affidi illeciti nel comune di Bibbiano, in Emilia-Romagna. Il prossimo 30 ottobre si terrà l’udienza preliminare.

L’indagine, chiamata “Angeli e Demoni”, era iniziata nel 2018 e lo scorso 27 giugno aveva portato ad arresti e misure cautelari per alcune persone collegate ai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, un consorzio di sette comuni che condividono la gestione di diversi servizi. Secondo i pubblici ministeri di Reggio Emilia, gli psicologi e gli assistenti sociali coinvolti nell’indagine volevano guadagnare dall’affidamento dei bambini: a questo scopo avrebbero falsificato documenti e manipolato le dichiarazioni dei minori in modo che emergessero situazioni di abusi e violenze in famiglia che in realtà non sarebbero mai avvenute, ma tali da giustificare il loro affido ad altri nuclei familiari.

Tra le 24 persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio ci sono: il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, la ex dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza Federica Anghinolfi, gli psicoterapeuti Claudio Foti e Nadia Bolognini, che gestivano una onlus di Moncalieri, “Hansel e Gretel”. Gli indagati sono accusati a vario titolo di peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In tutto a processo saranno 48 le parti offese, tra cui l’Unione dei comuni della Val d’Enza, i comuni di Gattatico e Montecchio, il ministero della Giustizia e la regione Emilia-Romagna.