Diego Armando Maradona sul prato di San Siro durante la partita inaugurale fra Argentina e Camerun (Getty Images)
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  • lunedì 8 Giugno 2020

Trent’anni fa iniziavano i Mondiali in Italia

E un'estate che in tanti ricordano bene, almeno fino alla sera del 3 luglio

Diego Armando Maradona sul prato di San Siro durante la partita inaugurale fra Argentina e Camerun (Getty Images)

Trent’anni fa, allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, iniziarono gli ultimi Mondiali di calcio organizzati in Italia. Quelli del 1990 sono considerati i primi Mondiali “moderni” della FIFA, per il livello raggiunto dall’organizzazione e per l’ampia diffusione televisiva, anche se poi gli investimenti nelle infrastrutture italiane – a partire dai grandi stadi, isolati e costruiti esclusivamente per il calcio, ma con le piste di atletica – portarono più problemi che benefici a lungo termine.

La partita inaugurale di San Siro la giocarono Argentina e Camerun, due nazionali che oggi riassumono bene i motivi per cui quel torneo sia ricordato ancora con nostalgia, non solo qui da noi. L’Argentina era la squadra campione in carica e Diego Armando Maradona il migliore giocatore al mondo. Il Camerun invece era alla sua seconda partecipazione a un Mondiale, ma riuscì a battere i campioni in carica a San Siro, si qualificò da prima del suo girone e arrivò fino ai quarti di finale rappresentata da giocatori iconici come Roger Milla e Thomas N’Kono.

Fino alla semifinale del 3 luglio persa ai rigori contro l’Argentina, per i tifosi italiani fu una grande estate, entrata poi nell’immaginario culturale del paese come quella delle “notti magiche”, fra i gol di Totò Schillaci venuto fuori dal nulla e quello memorabile di Roberto Baggio, il giocatore più atteso della nazionale allenata da Azeglio Vicini. Fu una bella estate anche per l’Inghilterra di Gary Lineker, Paul Gascoigne e David Platt, quarta classificata, e soprattutto per la Germania Ovest degli interisti Lothar Matthäus, Jürgen Klinsmann, Andreas Brehme e del romanista Rudi Völler, che l’8 luglio si prese una grande rivincita: divenne campione del mondo per la terza volta nella sua storia, in casa della nazionale che l’aveva battuta in finale nel 1982 e contro l’Argentina, squadra contro cui aveva perso la finale del 1986 in Messico.

I Mondiali in Italia capitarono in un momento storico turbolento. Furono infatti gli ultimi con la Germania divisa e gli ultimi nella storia dell’Unione Sovietica, la quale si disgregò nel 1991 andando poi a giocare gli Europei in Svezia del 1992 come Comunità di Stati Indipendenti. Quei Mondiali divennero infine una piccola parte nel processo che portò alla divisione della Jugoslavia, nazionale di grande talento, ma sottovalutata e poco amata per ciò che rappresentava: un paese che ormai esisteva soltanto in apparenza. Giocò la sua ultima partita al Franchi di Firenze, nei quarti di finale persi ai rigori contro l’Argentina.