Patrizia Baffi si è dimessa da presidente della commissione di inchiesta sulla gestione dell’epidemia da coronavirus in Lombardia

La consigliera regionale della Lombardia Patrizia Baffi si è dimessa da presidente della commissione di inchiesta sulla gestione dell’epidemia da coronavirus nella regione. L’elezione di Baffi, l’unica consigliera lombarda di Italia Viva, era avvenuta lo scorso 26 maggio ed era stata molto contestata perché era stata eletta solo con i voti del centrodestra, che governa la regione.

– Leggi anche: Il caso Patrizia Baffi, spiegato

La commissione era stata chiesta dall’opposizione, composta dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, e secondo lo statuto regionale il presidente di una commissione d’inchiesta del genere dovrebbe essere indicato dalla minoranza, visto che dovrebbe indagare sulla maggioranza. Nelle scorse settimane Baffi era stata una dei consiglieri di opposizione più benevoli con la gestione del governo regionale, e la sua elezione era stata giudicata da molti una forzatura istituzionale e un tentativo di depotenziare la nuova commissione da parte della maggioranza. Dopo la sua elezione i componenti della commissione di PD e M5S avevano dato le dimissioni.

Baffi ha motivato la sua decisione in una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi:

Poiché credo fermamente nell’importanza della Commissione d’inchiesta, che avrà il compito di fare chiarezza sull’emergenza sanitaria che ha tanto segnato la nostra regione e le nostre vite e che dovrà anche portare all’avvio di un percorso di revisione della riforma sanitaria regionale, per sanare le carenze del sistema e superare le debolezze che sono emerse in questi mesi, con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di presidente a far data da oggi, nella speranza che ciò possa contribuire a ristabilire un clima favorevole allo svolgimento dell’importante lavoro che ci aspetta.

Patrizia Baffi insieme all'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera (ANSA / Tiziano Manzoni)