(ANSA/Tonino Di Marco)
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  • martedì 26 Maggio 2020

Enzo Bianchi sarà allontanato dal monastero di Bose

Lo ha deciso il Vaticano: la comunità ha parlato di una situazione "tesa e problematica" con il suo fondatore

(ANSA/Tonino Di Marco)

Il Vaticano ha deciso di allontanare Enzo Bianchi, noto monaco e divulgatore cattolico, dal monastero che aveva fondato a Bose, in provincia di Biella. La decisione è stata presa dal Segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin e approvata da Papa Francesco dopo una recente ispezione di alcuni inviati al monastero. Assieme a Bianchi saranno allontanati altri tre membri della comunità. I motivi della decisione non sono stati chiariti, ma in un comunicato stampa il monastero ha descritto «una situazione tesa e problematica nella nostra Comunità per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del fondatore».

Bianchi ha 77 anni e aveva fondato il monastero di Bose nel 1968. A differenza della stragrande maggioranza delle comunità monastiche italiane, quella di Bose era ecumenica e mista: accettava cioè cristiani e cristiane di tutte le confessioni. Fra i suoi monaci e monache, circa un centinaio, ci sono anche protestanti e copti.

Nei suoi anni da priore, cioè da capo della comunità, Bianchi si era fatto conoscere come teologo, divulgatore ed esperto di dialogo interreligioso – scrivendo diversi libri di successo e mantenendo per anni rubriche su Repubblica e La Stampa – e aveva reso Bose un punto di riferimento per il cristianesimo ecumenico e per molti cattolici progressisti. Un altro elemento che separa il monastero di Bose dalle normali comunità monastiche è l’apertura verso il mondo esterno: buona parte delle preghiere della comunità sono aperte al pubblico e il monastero è solito ospitare ogni anno migliaia di persone che partecipano a periodi di preghiera, seminari o semplici ritiri dal mondo.

Bianchi era rimasto priore del monastero di Bose fino al 2017, quando aveva lasciato l’incarico all’allora vice-priore Luciano Manicardi. Bianchi aveva comunque continuato a vivere nel terreno del monastero, benché separato dal resto della comunità, e a partecipare ad alcuni riti quotidiani.

Nel comunicato pubblicato sul proprio sito, il monastero ha spiegato che da tempo erano state comunicate al Vaticano «serie preoccupazioni» che riguardavano Bianchi e la vita del monastero. Fra il 6 dicembre 2019 e il 6 gennaio 2020 una delegazione di tre religiosi era stata ospitata al monastero e aveva parlato con alcuni membri della comunità. Al termine della visita i religiosi avevano consegnato al Vaticano un rapporto in base al quale è stata ora presa la decisione dell’allontanamento di Bianchi.

Il Vaticano aveva comunicato la sua decisione a Bianchi e agli altri membri della comunità circa dieci giorni fa. Il comunicato del monastero specifica che i provvedimenti erano stati inizialmente riferiti in forma privata, ma poiché alcune delle persone coinvolte si sono rifiutate di eseguirli – non è chiaro chi – il monastero ha diffuso i loro nomi. Oltre a Enzo Bianchi la decisione del Vaticano riguarda Goffredo Boselli, Lino Breda e Antonella Casiraghi, tre membri storici che avevano ruoli di rilievo all’interno della comunità. Tutti e quattro dovranno lasciare le loro cariche e trasferirsi fuori dalla comunità.

La notizia non è ancora stata commentata né da Bianchi né dagli altri membri del monastero. Almeno fino a qualche tempo fa i rapporti fra Bianchi e Papa Francesco sembravano molto buoni: un anno e mezzo fa il Papa aveva scritto una lettera a Bianchi in occasione dei 50 anni della fondazione della comunità.